L’intelligenza artificiale entra in sala riunioni con la lavagna cognitiva che traduce, trascrive e prende appunti
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È frutto dell’integrazione fra la lavagna interattiva di Ricoh e le tecnologie vocali e cognitive di Watson, il software di intelligenza artificiale sviluppato da IBM, ed è la più recente novità tecnologica pensata per facilitare le riunioni aziendali trasformando il modo in cui i team di lavoro si riuniscono e collaborano.

La lavagna “cognitiva” non è, infatti, un semplice schermo, ma quasi un partecipante attivo al meeting, capace di comprendere comandi vocali, prendere appunti, tradurre contenuti in altre lingue, connettere eventuali partecipanti da remoto. “Il nostro obiettivo”, afferma Hidetsugu Nonaka, corporate senior vice president di Ricoh Company, “è fornire alle aziende e ai dipendenti strumenti intelligenti per automatizzare i processi amministrativi, consentendo alle persone di concentrarsi sullo sviluppo di idee che portino valore al business”.

E le funzionalità della lavagna Ricoh sono davvero sorprendenti: l’attivazione è tramite comandi vocali, che i partecipanti possono impartire anche se collegati da remoto per controllare i contenuti visualizzati, incluso l’avanzamento delle presentazioni. L’intelligenza artificiale su cui è basata rende inoltre la lavagna capace di tradurre in altre lingue gli interventi, visualizzando i testi sullo schermo oppure trascrivendoli, e di tracciare quanto viene detto per segnalare se ciò che è all’ordine del giorno viene discusso. Il dispositivo è infine in grado di seguire conversazioni parallele, visualizzandole sullo schermo, e di rilevare le presenze al passaggio dei badge.

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