Google pronto con un nuovo algoritmo che penalizza i siti non ottimizzati per smartphone: ecco le linee guida da seguire
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Un primo colpo contro i siti internet non ottimizzati per la visualizzazione su dispositivi mobili Google lo aveva sferrato un anno fa, con l’introduzione di un algoritmo che li penalizza nei risultati di ricerca da mobile. Ora l’annuncio che a maggio sarà rilasciato l’aggiornamento dell’algoritmo, che nell’intenzione di Google dovrà convincere anche i più riluttanti a offrire agli utenti una buona esperienza di navigazione anche da smartphone.

Le ragioni sono chiare: Google stesso ha annunciato che attualmente il 60% delle ricerche su internet sono effettuate da dispositivi mobili, e che il 90% degli utenti del web sono ormai “cross-device”, cioè utilizzano più dispositivi per navigare su internet, passando dal computer allo smartphone (e al tablet, anche se in misura minore) in diversi momenti della giornata. Il dispositivo di partenza è sempre più spesso lo smartphone, da cui il 65% degli utenti comincia le proprie ricerche per continuarle, nel 60% dei casi, sul computer.

Il tema è particolarmente importante per gli alberghi: secondo Google, la ricerca di hotel da mobile è aumentata del 27% anno su anno e – questo lo dice il World Travel Market – entro il 2018 il 35% delle prenotazioni alberghiere sarà effettuata da dispositivi mobili.

Che si decida quindi di utilizzare un sito responsive (che si adatta alle dimensioni dello schermo) o uno adaptive (configurato specificatamente per mobile e con un dominio diverso da quello principale), occorre avere presenti i criteri utilizzati da Google per “stabilire” se un sito è ottimizzato per smartphone e intervenire di conseguenza. Prima di tutto, il sito non deve contenere software poco supportati dai dispositivi mobili, come Flash.

Poi, i contenuti delle pagine web devono essere facilmente leggibili senza doverli ingrandire e senza dover fare scrolling laterale. I link devono essere adeguatamente distanziati fra loro e fra il resto dei contenuti, in modo da poter essere cliccati agevolmente anche su uno schermo piccolo. Infine, il sito deve essere “leggero” e caricarsi velocemente, entro 3 secondi al massimo.

Altrimenti, dicono tutte le statistiche, addio utente “mobile”. E visto l’impatto presente e le proiezioni future, perdere il potenziale cliente che arriva dai dispositivi mobili potrebbe essere fatale per il business, e non solo per quello degli alberghi.

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