Lo smartphone è il più fedele compagno di viaggio: ne migliora l’esperienza e il 60% delle persone non partirebbe mai senza
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Quando si tratta di viaggiare è considerato più importante dello spazzolino da denti e perfino della patente: pochi quelli che immaginano di potersene separare quando partono, che sia per lavoro o per piacere, tanto che nel mondo il 60% di chi viaggia è restio anche solo all’idea di allontanarsi da casa senza il proprio smartphone.

A dirlo è l'Expedia/Egencia Mobile Index, la ricerca sul comportamento e sulle preferenze di oltre 9.600 viaggiatori in tema di dispositivi mobili, secondo la quale lo smartphone è utilizzato per programmare ogni aspetto del viaggio e per migliorarne l’esperienza sia dai viaggiatori leisure sia da quelli business. Chi viaggia per lavoro se ne serve per leggere le email e rimanere sempre connesso con il proprio ufficio; chi viaggia per piacere, invece, per rimanere in contatto con i propri amici sui social media e per fare fotografie.

Avere sempre sottomano lo smartphone impedisce però di staccare la spina: più della metà degli intervistati controlla le email di lavoro almeno una volta al giorno mentre è in ferie e quasi un quarto, il 23%, acquista la connessione wi-fi per lavorare durante il volo che lo porta nella destinazione di villeggiatura.

Nonostante più della metà degli intervistati abbia dichiarato di sentirsi persa senza il proprio smartphone non mancano differenze culturali e sociali che influiscono sull’uso che ne viene fatto. A fare meno affidamento sullo smartphone sono i viaggiatori di Germania, Norvegia e Svezia, mentre i più dipendenti sono quelli provenienti da Cina, Taiwan e Thailandia.

E come in tutte le cose, anche l'utilizzo non stop dei dispositivi mobili richiede di rispettare un'etichetta di comportamento, da rispettare in pubblico verso la quale i viaggiatori di ogni paese sembrano essere molto sensibili. Le prime regole? Mai ascoltare musica o cimentarsi in giochi senza indossare le cuffie, mai telefonare in vivavoce e mai fotografare e filmare estranei a loro insaputa.

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