Agcom: preoccupante l'arretratezza dell’Italia nella banda ultralarga, in alcune zone del paese il digital divide è del 100%
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È stato Angelo Cardani, presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a lanciare l’allarme: “Gli indicatori della banda ultralarga in Italia presentano un grado di arretratezza preoccupante rispetto all’Europa” ha detto ieri nel corso della sua relazione in Parlamento. Il livello di copertura è del 36%, contro la media del 68% nei 28 paesi dell’Unione Europea: in alcune zone d’Italia la banda ultralarga è del tutto assente.

L’Agcom, riporta l’Ansa, ha rilevato una situazione critica anche in termini di penetrazione di internet veloce: solo il 4% delle famiglie italiane utilizza connessioni superiori a 30 Mega al secondo (contro il 26% dei paesi UE) e praticamente nessuno ha connessioni superiori ai 100 Mega.

Secondo Cardani, “Un ruolo importante nel colmare tale divario potrà essere svolto attraverso gli strumenti messi in campo dal Governo in attuazione della Strategia per la banda ultralarga, che prevede la destinazione di una quota significativa di incentivi e contributi finanziari alle aree bianche del paese, cioè quelle dove il digital divide è del 100%”.

Meglio se la cava l’Italia sul fronte delle reti e dei servizi mobili. Il livello di copertura delle reti di terza generazione (3G) raggiunge il 98% delle persone (contro il 97% della media UE), e anche il 4G, con il 77% della popolazione raggiunta, è in linea con il resto dell’Unione, dove la percentuale media è del 79%.

Sempre in linea con il resto d’Europa, il 71% degli italiani ha sottoscritto contratti di acquisto di servizi mobili e, rileva l’Agcom, il mercato mobile italiano ha tariffe mediamente più vantaggiose dei principali paesi europei sia per i servizi voce-dati che per i servizi solo dati.

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