Lo stato di internet: in Europa la velocità di connessione aumenta del 30% l’anno, ma l’Italia è ancora ultima
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Se la chiave di accesso all’economia digitale è la velocità di connessione a internet, il mondo sta facendo passi da gigante: nell’ultimo anno la velocità media globale di connessione al web è aumentata del 30%, con un picco del 10% nel solo primo trimestre 2015 rispetto al trimestre precedente. Akamai, il provider di servizi cloud che misura lo stato di internet, ha rilevato che la velocità media globale ha raggiunto per la prima volta i 5 Mbps (megabit per secondo).

“I risultati sono positivi per tutte le principali metriche”, ha detto David Belson, curatore del rapporto Akamai che analizza, oltre alla velocità, anche l’adozione della banda larga e ultralarga, nonché la connettività mobile. “Continuano a esistere differenze tra le varie regioni ma vediamo che le velocità di connessione più elevate si hanno nelle aree con maggiore densità di popolazione e con un forte supporto a livello governativo, oltre a quelle in cui c’è più competizione tra i provider”.

La velocità media nei primi 10 paesi è superiore ai 10 Mbps, e fra questi ce ne sono 6 che hanno velocità medie superiori ai 15 Mbps. La Corea del Sud  guadagna il primo posto con 23,6 Mbps, seguita da Irlanda (17,4 Mbps), Hong Kong (16,7), Svezia (15,8), Olanda (15,3) e Giappone (15,2). Il primato europeo è dunque quello dell’Irlanda, ma tutti i paesi europei considerati hanno fatto registrare velocità medie di connessione superiori a 4 Mbps: 13 di essi (Irlanda, Svezia, Olanda, Svizzera, Norvegia, Finlandia, Repubblica Ceca, Danimarca, Romania, Belgio, Regno Unito, Austria e Germania) sfoggiano velocità medie superiori a 10 Mbps.

E l’Italia? L’Italia arranca. Nonostante la velocità media di connessione sia aumentata del 9,6% rispetto al trimestre precedente e del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i 6,1 Mbps conquistati la pongono all’ultimo posto in Europa e al 56° nel mondo. In questo contesto si colloca l’annuncio del Governo di avere approvato un piano di investimento di 6 miliardi di euro in 6 anni per lo sviluppo della connettività a banda larga, con l’obiettivo di offrire velocità di 100 Mbps nelle aree urbane e di 30 Mbps in quelle rurali.

Per il momento, però, anche sul fronte della banda larga, cioè una velocità di connessione superiore ai 4 Mbps, siamo ultimi in Europa, con un tasso di adozione – pur aumentato del 17% in un anno – del 69%. In Francia è del 73%, in Spagna dell’83%, in Polonia dell’87% e in Olanda del 95%, tanto per avere termini di paragone.

In termini di banda ultralarga, cioè superiore ai 10 Mbps, i campioni d’Europa sono Olanda, Romania e Svizzera, con tassi di adozione intorno al 60%. L’Italia è sempre ultima, con il 7,3%, nonostante l’imcremento del 69% in un anno. Insieme alla Turchia, che però è a 8,9%, l’Italia è l’unico paese in Europa con una penetrazione della banda ultralarga inferiore al 10%.

Migliore la performance italiana sul fronte della connessione mobile: la velocità media più alta d’Europa è stata registrata nel Regno Unito, con 20,4 Mbps, seguita dalla Danimarca, con 10 Mbps. L’Italia è al 12° posto con 6,1 Mbps, prima di paesi come l’Olanda, la Germania e il Belgio.

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