Gli strumenti più utilizzati per lavorare in mobilità: i preferiti sono WhatsApp e Skype
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Sono i manager italiani, nel confronto internazionale, quelli che utilizzano di più la tecnologia per lavorare da remoto, servendosi di sistemi per la condivisione dei file, app e servizi di messaggistica per interloquire con clienti, fornitori e colleghi.

Il risultato emerge da una ricerca condotta da Regus, la società fornitrice di spazi di lavoro flessibili che ha analizzato le abitudini di lavoro fuori dall'ufficio di oltre 44mila manager e professionisti di 100 paesi. Secondo lo studio, gli italiani che si servono di strumenti tecnologici per condividere file e documenti sono l’89%, percentuale che supera di 3 punti la media internazionale.

È Dropbox, con il 64,1% di preferenze, l’applicativo preferito, seguito da Google Drive (48,2%) e da WeTransfer (35%). In minura minore sono utilizzati anche Google Hangouts (messaggistica istantanea e telefonate) e Microsoft Remote Desktop.

Anche la messaggistica istantanea è sempre più uno strumento per lo smart working. Per essere sempre connessi e risolvere problemi in tempo reale il 96% dei manager italiani ha infatti utilizzato almeno uno strumento di messaggistica istantanea nell'ultimo mese.

A farla da padrone è WhatsApp, scelto in Italia dall'84,4% dei rispondenti, contro il 54% della media mondiale. Apprezzato anche Facebook Messenger, anche se in linea con la media mondiale del 48%. Hanno invece decisi margini di crescita sia in Italia sia negli altri paesi Viber e WeChat, mentre Skype è la soluzione più gettonata per parlare ed effettuare chiamate tramite il computer. A utilizzarlo è il 60% dei manager a livello internazionale, percentuale che arriva al 73,5% per quelli italiani.

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