L’Apple Watch è già mania: 1 milione di pezzi prenotati in un giorno, la presentazione italiana in occasione del Salone del Mobile
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Negli Stati Uniti sarà disponibile a partire dal 24 aprile, così come in Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Hong Kong, Cina, Australia e Giappone. La data per l’Italia invece non è ancora stata ufficializzata. La scorsa settimana, però, si sono aperte online le prenotazioni, e l’Apple Watch sembra destinato a eguagliare il successo di mercato degli altri prodotti di Cupertino: in un solo giorno, segnala Slice Intelligence, negli Stati Uniti ne sono stati prenotati quasi 1 milione di pezzi, con una stima di spesa per pezzo di 503 dollari.

In Italia l’Apple Watch sarà presentato oggi, 17 aprile, presso il ristorante Carlo e Camilla in Segheria, dove per l’intera giornata il pubblico potrà vedere e testare i modelli delle 3 collezioni (Watch, Sport ed Edition).

Il successo annunciato dell’Apple Watch promette di rivoluzionare il mercato dei dispositivi indossabili, esattamente come l’iPod aveva rivoluzionato quello dei lettori mp3, e di aprire la strada a una molteplicità di applicazioni e utilizzi che, con l’adozione “di massa” del dispositivo, si difonderebbero a vista d’occhio.

Il fascino dell’Apple Watch (che pure è un oggetto molto costoso) risiede inannzi tutto nella capacità di Apple di vendere una promessa: quella che la tecnologia sarà capace di migliorare la vita delle persone. L’Apple Watch permetterà di organizzare la propria vita e il proprio lavoro, di comunicare con gli altri, di monitorare il proprio benessere fisico e la propria salute attraverso app specifiche: tutte cose che è già possibile fare con l’iPhone, ma che il dispositivo indossabile porta ancora più vicino all’utente, sfumando ulteriormente i contorni che lo separano dalla tecnologia.

Ci sono anche le controindicazioni, fanno notare i commentatori online. La prima è che la tecnologia “consuma” le persone tanto quanto le persone consumano la tecnologia, rendendole sempre reperibili, sempre connesse, sempre sottoposte a stimoli digitali che arrivano direttamente dal polso. E poi, un dispositivo che diventa "parte del corpo" può portare anche a usi impropri delle sue funzionalità, basti pensare all’utilizzo non autorizzato o non visibile di videocamera o registratore audio. Di fatto, la maggior parte delle persone vive già con lo smartphone accanto 24 ore su 24: l’Apple Watch renderà solo più comodo l’accesso alla tecnologia.

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