Le aziende italiane favorevoli all'introduzione dei dispositivi indossabili sul posto di lavoro, eccone vantaggi e rischi
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La tecnologia entra a fare parte del look. Le dotazioni personali hi-tech non comprendono più solo smartphone, computer e tablet, ma anche dispositivi indossabili come orologi, bracciali e occhiali dalle applicazioni potenzialmente illimitate, anche in ambito professionale e aziendale.

Un mercato in espansione che vede scendere in campo i colossi dell’information technology e che è in trepida attesa della presentazione, il 9 marzo a Cupertino, dell'iWatch, il superannunciato smartwatch di Apple di cui si parla già da mesi.

Come ha rilevato Trend Micro con la ricerca Walking into Wearable Threats i nuovi strumenti, che rientrano nel fenomeno BYOD (bring your own device) dei dispositivi personali utilizzati per lavorare, piacciono alle aziende. Il 79% di quelle europee sta aumentando il numero di dipendenti che se ne servono sul luogo di lavoro e il 77% incoraggia il loro uso. Un atteggiamento positivo dovuto a più ragioni.

Adottare la tecnologia indossabile permette alle imprese di aumentare la produttività dei dipendenti, ridurre i costi dell’hardware ed essere percepite come smart e innovative. Notevoli i vantaggi anche per la gestione del business travel.

Gli smartwatch, per esempio, possono essere utilizzati per effettuare pagamenti sia con PayPal sia con il sistema NFC, near field communication. Gli smartglass (occhiali che uniscono alle consuete app l’accesso alla realtà aumentata) permettono di condividere il proprio campo visivo in tempo reale con i colleghi collegati in remoto. L’applicazione si rivela utile sia durante le riunioni sia in fase operativa, come potrebbe essere nel caso di tecnici alle prese con la riparazione di un impianto.

I vantaggi dei wearable sono ben percepiti anche in Italia. Secondo l'indagine (800 i senior IT in Europa e Medio Oriente coinvolti), il 27% dei manager italiani pensa che nella propria azienda siano già presenti tra 50 e 100 dipendenti che utilizzano i dispositivi indossabili e il 62% ne prevede una decisa espansione nei prossimi mesi. Un salto nel futuro che vede le aziende protagoniste: l’81%, infatti, promuove l’utilizzo dei nuovi dispositivi, smartwatch su tutti.

Come in ogni rivoluzione tecnologica non mancano gli elementi di criticità. “Questi nuovi dispositivi offrono una connettività maggiore e ci permettono di fare cose, sia a casa che in ufficio, che non avremmo mai pensato fossero possibili" commenta Raimund Genes, amministratore delegato di Trend Micro. "Le informazioni che questi dispositivi contengono, però, possono essere un oggetto del desiderio per i cyber criminali o per le aziende concorrenti. È consigliabile quindi effettuare una valutazione completa dei rischi prima di permettere il loro uso in ambito lavorativo”.

Introdurre in maniera massiccia i dispositivi indossabili può tradursi in una minaccia alla sicurezza dei dati sensibili di un’azienda. La pensa così la quasi totalità degli intervistati, il 95%. Di questi, il 47% ritiene che i rischi vengano dall’assenza di una policy dedicata e il 43% dagli attacchi dei pirati informatici.  

Per contenere il problema la soluzione sembra essere una. Il 90% dei responsabili IT europei e il 92% di quelli italiani è deciso a intervenire introducendo policy di sicurezza specificatamente elaborate proprio per le tecnologie indossabili.

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