I nuovi domini internet richiesti dalle imprese, Google compra l’estensione .app per 25 milioni di dollari
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Da quando l’ICANN, l’organismo internazionale che sovrintende alla regolamentazione per l’assegnazione di domini e indirizzi web, ha liberalizzato nel 2012 i domini generici di primo livello, si è aperta la corsa delle aziende a personalizzare il suffisso a destra del punto nel proprio indirizzo internet o a scegliere quello più adatto al proprio business.

Ai tradizionali domini come .com, .org, .net, .edu, .gov e ai suffissi tipici dei paesi (per esempio .it) se ne sono aggiunti altri 1.300, che sono già disponibili, o lo saranno a breve, sul mercato. Ad avere fatto richiesta a ICANN di estensioni personalizzate sono stati soprattutto grandi brand quali Microsoft, L’Oreal, McDonald’s, Canon, DHL, Walmart, Sony, Samsung, Toyota, ma anche brand italiani, fra cui Fiat, Ferrari, Maserati, Lancia, Alfa Romeo e Iveco. Le aziende con brand meno evidenti in genere richiedono suffissi legati al proprio ambito di operazioni. Aruba, società italiana specializzata in servizi di web hosting e registrazione domini, ha indagato quali sono i domini generici di primo livello più richiesti in Italia.

I 10 più selezionati nel corso del 2014 sono stati .web, .shop, .hotel, .srl, .store, .online, .art, .casa, .design e .holiday, ma i diversi settori economici hanno espresso richieste legate specificatamente alla propria tipologia di attività. Per esempio, le estensioni più richieste da chi si occupa di marketing e pubblicità sono state .web, .shop, .design, .srl, .hotel. Nel settore commercio le più indicate sono state .shop, .store, .srl, .shopping, .web, mentre l’ambito tecnologia e informatica ha richiesto .web, .srl, .cloud, .app, .online.

E a proposito del suffisso .app, è di ieri la notizia che Google si è aggiudicato all’asta il diritto di operare il dominio .app battendo i 12 rivali, fra cui Amazon, con un’offerta a ICANN di 25 milioni di dollari. La nuova estensione è stata introdotta per essere utilizzata dagli sviluppatori di tutti i tipi di applicazioni, e ora il timore è che Google possa limitarne la concessione, attraverso il servizio Google Domains non ancora disponibile in Italia, solo alle aziende che hanno una app su Google Play o agli sviluppatori per Android, con buona pace dei competitor Apple e Google.

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