La memoria digitale non aiuta quella umana, ecco quanto gli italiani si affidano alla tecnologia
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Appuntamenti, numeri di telefono, password, pin, ricorrenze, itinerari stradali: il black out della mamoria è sempre dietro l’angolo, e tante più sono le informazioni da ricordare quanto più si rischia di sovraccaricare la mente e dimenticare qualcosa. E la tecnologia certo non aiuta: la memoria digitale ha decisamente infiacchito la memoria umana.

Lo dice Kingston Technology, produttore di memorie digitali che ha interrogato un campione di italiani per capire quanto si affidano alla tecnologia per ricordare le piccole e grandi cose della vita quotidiana. In un paese dove 45 milioni di persone hanno uno smartphone, per esempio, il 44% degli intervistati non fa nemmeno lo sforzo di memorizzare un numero di telefono, affidandosi completamente alla rubrica del dispositivo mobile. Il 54% invece qualche sforzo lo fa, e dichiara di ricordare almeno qualche numero fra quelli più importanti.

In tema di username, password e pin di carte di credito, account email e social, tessere fedeltà, servizi web e simili, gli italiani paiono un po’ più autonomi: il 31% dichiara di ricordare tutti i propri dati di accesso, mentre il 62% ha memorizzato alcuni di quelli che utilizza più spesso, sapendo che non è una buona idea salvarli sul telefonino (lo fa solo il 7%).

Anche i calcoli più semplici sono ormai lasciati alle app del telefono: il 43% del campione non prova a fare addizioni e sottrazioni a mente, ed è solo il 38% che riesce ancora a fare operazioni elementari senza servirsi della tecnologia. Lo stesso dicasi per i percorsi stradali: il 44% delle persone non può più fare a meno del navigatore per muoversi in auto, dimenticando con facilità gli itinerari da percorrere.

Infine, la storia e la cultura generale. Il 48% degli italiani, quando interrogato su fatti, date o circostanze storiche di rilievo, ricorre direttamente al web per avere la risposta. Solo il 29% si dichiara in grado di ricordare le informazioni più importanti.

Bene per Kingston Technology, che produce schede di memoria, ma male per noi: “Chi si lamenta di avere una pessima memoria è perché utilizza male la mente, uno dei mezzi più potenti di cui disponiamo” dice l’esperto in formazione comportamentale Giovanni Sposito. “Siamo dotati di una memoria perfetta, ma pochi sanno impiegarla al meglio. Per sfruttarne al massimo le potenzialità occorre ‘portare il cervello in palestra’, esattamente come si fa con il fisico, e imparare ad allenarlo in modo corretto”.

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