Storie di California

Benedetto Cico, President Travel Holdings
Perché negli Stati Uniti una location per eventi periferica è meglio di una centrale
A
“È come nei film”. “Mi sembra di esserci già stato”. Probabilmente sono questi i commenti più comuni dei visitatori stranieri che arrivano per la prima volta negli Stati Uniti: dal taxi a Manhattan arrivando dal JFK oppure guidando l’auto a noleggio a Miami o Los Angeles, tutti hanno la sensazione di trovarsi subito “a casa”. Questo ovviamente grazie a Hollywood e alle migliaia di film e serie televisive che tutti hanno visto, ambientati in ogni possibile città, quartiere, paese e stato degli Usa.

Nonostante questa familiarità visiva con la vita quotidiana americana, molti – purtroppo troppi – meeting planner italiani continuano a proporre ai propri clienti italiani solo location (hotel, ristoranti, centri congressi) urbane, nel centro delle città, trascurando i quartieri o le destinazioni periferiche, i temuti suburbs che invece offrono l’opportunità ai partecipanti italiani di vivere la vera America.

Per ragioni storiche (la protezione offerta dalle cinte murarie dagli attacchi dei barbari o nemici del comune confinanti), gli italiani sono abituati a vivere le attività sociali del pomeriggio e della sera nei centri storici, dove ci sono gran parte dei ristoranti e locali di prestigio. Un po’ il contrario di quello che succede negli Usa, dove gran parte dei centri cittadini si popolano di giorno per il commercio e gli affari e si svuotano nel tardo pomeriggio, quando i pendolari ritornano nei propri quartieri di residenza.

Anche nei centri urbani ad altissima densità abitativa quali New York e Chicago esiste una forte distinzione tra i quartieri commerciali e quelli più residenziali. Nei primi, i locali del centro che rimangono aperti per la cena sono frequentati esclusivamente da turisti o comunque business traveller in visita temporanea, mentre invece le vie delle aree residenziali si popolano di abitanti locali che frequentano bar, pub, ristoranti e locali notturni del proprio quartiere.

Nelle aree metropolitane più estese, per esempio San Francisco e la Bay area, la centralissima Union Square si spopola, mentre invece le aree “periferiche” di Polk, Chestnut e Mission si riempono di vita e sono frequentate sino a tarda sera. Il fenomeno è ancora più accentuato nei centri di località satellite quali Berkeley, Mill Valley, San Anselmo o Walnut Creek, che offrono ottime opportunità per gastronomia esclusiva e ricercata (basti pensare a Chez Panisse a Berkeley).  

Anche per meeting e convention queste località offrono strutture per eventi originali ed eleganti: noi spesso consigliamo le famose ballroom dei tempi d’oro del West, spesso gestite dalle associazioni dei discendenti dei gruppi etnici che le avevano costruite (dai danesi ai figli di Colombo italiani). Nel corso degli anni abbiamo riscontrato di persona che inserire almeno un evento o una cena in una location fuori dal classico centro città è enormemente apprezzato dagli ospiti italiani, che vedono per la prima “la vera America” e vivono un modello di vita molto diverso da quello tradizionale italiano.

Benedetto Cico

Commenta su Facebook