Storie di California

Benedetto Cico, President Travel Holdings
Gli eventi IRL e i nuovi meeting planner della Silicon Valley
A
Tendenze emerse recentemente in settori anche lontani tra loro fanno pensare a un ritorno in grande stile, per quanto in formato diverso e più sofisticato degli anni passati, dei meeting aziendali “di persona” che la Silicon Valley ora definisce “IRL” (In Real Life); dopo anni di continua spinta a spostare online ogni possibile interazione personale e commerciale, proprio gli strumenti analitici messi a disposizione dall'high-tech permettono ora di organizzare meeting “reali” con maggiore efficienza e verifica dei risultati.

Un episodio in particolare ha in un certo modo codificato questo ritorno alla necessità dell’incontrarsi vis-à-vis, anche da parte del pubblico in teoria più abituato alla realtà virtuale: all’ultima edizione degli XGames, competizione di vari sport estremi, l’organizzatore ESPN ha costruito un’arena temporanea per ospitare oltre 5mila spettatori interessati a seguire “dal vivo” le finali dei campionati di videogame, ora considerati ufficialmente “sport estremo”. Gli appassionati dei videogame virtuali vogliono ritrovarsi fisicamente per assistere con altri appassionati alle gare dei campioni della “specialità”, che sono presenti nel palco e competono in diretta via console hig-tech.

Visto il successo di questo appuntamento, la catena alberghiera proprietaria del brand Venetian ha annunciato la costruzione a Macao di uno stadio per 25mila spettatori, dove verranno ospitati tornei di… videogame!

Contrariamente al mantra che “dove arriva il digitale l'analogico scompare”, un numero sempre maggiore di appartenenti a gruppi virtuali organizza incontri reali per conoscersi meglio e vivere in diretta le proprie esperienze e passioni.

Avendo notato questo trend, molte aziende californiane – sempre tra le più sofisticate nella presenza online e nei social media – hanno ora deciso di investire sempre di più nella presenza, più o meno dichiarata, a questi eventi IRL. Sta quindi nascendo una nuova categoria di meeting planner specializzati appunto nella pianificazione di meeting ed eventi “in real life” nel corso dei quali, in un setting sociale molto rilassato e personale, vengono in realtà promossi beni e servizi o semplicemente l’immagine dell’azienda.

Questi eventi si distinguono da quelli tradizionali per varie ragioni: la principale è la selezione dei partecipanti, effettuata in base all’analisi dei dati provenienti da social media e contatti online; poi sembrano appuntamenti sociali, non di lavoro, sia nel setting (case private, quasi sempre) che nel format (cena, assaggi di prodotti tipici, una mostra d’arte).

Molto analizzata, ormai vera e propria case history, la campagna di Walnut Creek, startup californiana che ha lanciato con estremo successo una linea di biscotti e di maionese “new tech” già distribuita da Whole Foods, Costco e altre catene nazionali. L’azienda riconosce un compenso mensile allo studio di consulenza MacTavish, presente a San Francisco e New York, che organizza incontri IRL presso i propri appartamenti residenziali: a questi eventi hanno partecipato personalità della finanza e dell’alta tecnologia (tra i quali John Perry Barlow, già membro della band dei Grateful Dead e uno dei fondatori della Electronic Frontier Foundation), giornalisti e anche il fondatore di Walnut Creek, che nel corso della serate ha potuto presentare i nuovi biscotti ricevendo feedback in diretta.

Gli organizzatori di questi “incontri spontanei” insistono nel dire che non vendono un servizio bensì un'esperienza. Se questo è vero per la maggior parte degli ospiti, è anche vero che si tratta di un ulteriore passo in avanti verso l’uso estremo del data mining (cioè l’analisi dei dati) e della personalizzazione dell’esperienza individuale per un pubblico sempre più abituato a essere al centro dell’attenzione, con tempo limitato, e che quindi si aspetta eventi personalizzati in ogni occasione.
 
L’innovazione è la sofisticazione esasperata degli algoritmi, che ora cercano di unire preferenze individuali in settori diversi per trovare comunanze a livello “meta-personale” e valutare quale influenza sociale su terzi esercitano i potenziali ospiti (per esempio, sales executive settore informatica, appassionato di vino, sposato a una donna asiatica, viaggi estremo oriente). E l’innovazione dal piunto di vista dell’organizzazione è che i nuovi meeting planner, anche per eventi di pochi partecipanti, utilizzano sempre più i complessi strumenti di analisi dei Big Data.

Benedetto Cico

Commenta su Facebook