Si afferma la social enterprise: Microsoft presenta in Italia Yammer, il "Facebook privato per aziende"
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È già usato da 8 milioni di persone in tutto il mondo, a conferma che la “social enterprise”, cioè l’azienda dove si replicano, in ambiente professionale, le modalità di interazione e comunicazione social che le persone utilizzano nella vita privata, è un trend in crescita: Yammer, il business social network che Microsoft ha presentato nei giorni scorsi in Italia, registra infatti una crescita annua del 55% del numero di utenti e del 100% delle loro attività sulla piattaforma.

La piattaforma è una specie di Facebook del business, con la differenza che è gestibile come una intranet e risulta quindi interamente “privata” e personalizzabile nella grafica: per il resto, ha un’applicazione mobile, vi si accede creando un proprio profilo ed entrando in relazione con i colleghi, consente la creazione di gruppi pubblici (entro l’ambito aziendale) o privati, offre la funzionalità "segui" per visualizzare i post di altri nel proprio feed, ha una inbox per i messaggi, un motore di ricerca interno e, naturalmente, l’imprescindibile “like”.

Scopo e funzione di Yammer, dove si possono caricare documenti, foto e video importandoli da altre applicazioni aziendali, è quello di semplificare la comunicazione all’interno dell’azienda, facilitando il lavoro collaborativo, la ricerca di informazioni e la condivisione di idee, documenti, materiali e contenuti con modalità ormai familiari a tutti ma con la sicurezza dei dati fornita dal cloud di Microsoft e l’indiscutibile vantaggio, rispetto a Facebook, che tutto ciò che è caricato sulla piattaforma rimane proprietà di chi lo ha pubblicato. Microsoft, che ha acquisito Yammer a giugno 2012, ne spinge ora la diffusione: nella versione base, l’utilizzo di Yammer è gratuito, ed è solo nella versione premium che costa 4,30 euro al mese per utenza.

La condivisione della conoscenza è una leva strategica per assicurarsi un vantaggio competitivo e gli strumenti social possono fare la differenza, abilitando una collaborazione senza precedenti e valorizzando il contributo dei singoli” ha dichiarato Vieri Chiti, direttore della Divisione Office di Microsoft Italia. “Lo scenario lavorativo del resto sta cambiando: i progetti sono sempre più spesso portati a termine da team virtuali, il lavoro è sempre meno di routine e la proliferazione di dati rende sempre più difficile reperire informazioni utili. Ecco perché applicare i principi social in ambito business può rendere più semplice comunicare oltre i confini aziendali e condividere informazioni necessarie per decisioni strategiche”.

Secondo l’Enterprise Social Survey, studio commissionato da Microsoft e condotto in 32 paesi, la stragrande maggioranza degli italiani ama utilizzare nuove tecnologie che possano favorire la produttività e sono propensi a cambiare il proprio modo di lavorare, facendosi spesso promotori di una cultura dell’innovazione che può generare benefici di business. Se poi Yammer riuscirà a sfondare sul mercato italiano è difficile dirlo: certo è che, a fronte della disponibilità dei lavoratori a stare al passo con i tempi introducendo processi più tecnologici e collaborativi, occorre fare i conti con la generica difficoltà delle aziende italiane a percepire i social network (pur se aziendali) come strumenti che incrementano la produttività anziché la distrazione.

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