Lo stato di internet: in Europa connessioni sempre più veloci, l’Italia raddoppia la banda larga ma è ancora indietro
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La velocità media di connessione a internet è aumentata in Italia del 24% in un anno: una buona notizia, visto che la diffusione della banda larga, cioè la connessione con una velocità superiore ai 4 Mbps (megabit per secondo), è la condizione necessaria per sviluppare l’agenda digitale ed entrare nell’internet economy. Nonostante il significativo incremento, però, l’Italia è ancora all’ultimo posto in Europa, unico paese a registrare un tasso di adozione della banda larga inferiore al 50%.

Lo segnala la società di piattafome cloud Akamai Technologies, che nel suo Rapporto sullo stato di internet in EMEA relativo al terzo trimestre 2013 indica come in Europa la velocità di internet sia mediamente aumentata del 10% in un solo trimestre: il più elevato tasso di penetrazione della banda larga è in Svizzera, dove il 90% delle connessioni superano la velocità-soglia di 4Mbps. Seguono Olanda, Repubblica Ceca, Danimarca, Austria e Israele, tutti al di sopra dell’80%.

L’Italia, ultima in Europa, è al 46° posto del ranking mondiale con il 49% delle connessioni effettuate su banda larga: benché, anno su anno, costituisca un balzo in avanti di circa il 93% (nello stesso periodo dell’anno precedente la percentuale di connessioni in broadband era del 26%), il divario con gli altri paesi rimane consistente. In Italia la velocità media è intorno ai 4,9 Mbps, mentre in Olanda, prima nella classifica EMEA, è di 12,5 Mbps e in Svizzera di 11,6. Persino paesi simili per dimensioni all’Italia hanno infrastrutture di rete migliori: in Germania la velocità media è di 7,6 Mbps, in Spagna di 6,9, il Francia di 6,5 Mbps.

Discorso simile per la banda ultralarga, cioè la connessione con velocità superiore ai 10 Mbps: in Europa ha registrato un incremento del 100% nella diffusione, con punte di +215% in Turchia e di +188% in Francia. Quasi tutti i paesi europei hanno registrato aumenti a due e tre cifre, e l’Italia non fa eccezione, con un incremento del 40% anno su anno. A utilizzare la banda ultralarga è però solo il 3,7% degli italiani contro, per esempio, il 44% degli olandesi, il 39% degli svizzeri e persino il 12% degli slovacchi e il 10% dei portoghesi. Peggio dell’Italia fa solo la Turchia, dove la banda ultralarga ha un tasso di penetrazione dell’1,7%.

Discorso a parte è quello del mobile, la cui velocità di connessione è mediamente inferiore a quella della rete fissa. Akamai rileva che, a fronte di un aumento del volume di traffico dati su mobile dell’80% nell’ultimo anno, solo 18 operatori telefonici in area EMEA hanno registrato velocità di connessione da banda larga (superiori, cioè, a 4 Mbps). In Europa, il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore si trova in Russia, con 9,1 Mbps, seguito da un operatore ucraino (8,7 Mbps) e uno austriaco (7,1 Mbps).

In Italia esiste un divario di circa 1.6 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (4.5 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (2.9 Mbps).

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