Guerrilla LAV al Pantheon contro le pellicce: presidente, attivisti e cittadini finiscono in gabbia
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Si sono riuniti a Roma, davanti al Pantheon, per protestare contro gli allevamenti di animali da pelliccia, e sono finiti in gabbia. Attivisti, volontari e soci della LAV, la Lega Antivivisezione, hanno dato il via così, sabato 30 novembre, alla campagna Proviamo il visone, con la quale l’associazione chiede il divieto all’allevamento di animali per la produzione di pellicce. Nella gabbia sono entrate moltissime di persone a turno, fra cui il presidente della LAV Gianluca Felicetti, in una staffetta durata tutto il giorno per “provare” cosa vuol dire essere un visone.

L’operazione di guerrilla marketing, che ha attratto l’attenzione dei passanti, molti dei quali sono stati coinvolti e invitati essi stessi a farsi chiudere nella gabbia, molto simile a quelle dove sono rinchiusi i 200mila visoni dei 20 allevamenti italiani, è stata firmata da Cookies ADV, agenzia di marketing che per l’iniziativa ha curato anche la campagna stampa e quella social. Oltre che firmando in loco le cartoline dirette ai 25 senatori e 43 deputati che dovranno esprimersi sulla proposta di legge di abolizione firmata LAV, i cittadini possono infatti sostenere la campagna tramite la pagina Twibbon dedicata che invita entrare in una “gabbia virtuale” cambiando la propria immagine del profilo Facebook o Twitter.

La staffetta di guerrilla marketing “Ha dimostrato che non sono pochi gli italiani contrari alle pellicce” commenta Simone Pavesi della LAV. “Anzi, siamo ben oltre la maggioranza: l’83% degli italiani, secondo un sondaggio Eurispes”. La campagna LAV di raccolta firme si è tenuta in contemporanea in centinaia di piazze italiane, e sarà ripetuta nel weekend del 7 e 8 dicembre.

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