Inizia l’era del secondo schermo: si aprono per i brand nuove opportunità di “couch commerce”
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Sembra uno scenario futuribile, ma quella del secondo schermo è già realtà: nell’era dei social media, il fenomeno di chi guarda la TV e, attraverso un dispositivo mobile, commenta i programmi su Twitter o su Facebook, controlla nomi di prodotti e fa ricerche di approfondimento su ciò che vede, è un fenomeno in crescita.

Il passo successivo, che apre ai brand nuove prospettive commerciali e negli Stati Uniti è già realtà, è quello dell'“automazione” del processo, tramite la sincronizzazione fra TV e dispositivo mobile. A dipingere lo scenario è Luca Collacciani di Akamai, società che offre servizi di cloud computing: “Immaginate di essere nel salotto di casa vostra pronti a godervi un film in TV. Avete a portata di mano laptop, smartphone o tablet. Il film si apre su una bella spiaggia di sabbia bianca, quand’ecco che ciascuno dei vostri dispositivi connessi si aggiorna automaticamente e in tempo reale, offrendovi informazioni su quella spiaggia: dove si trova, come e perché è stata scelta come set del film. Uno dei protagonisti offre a un altro un noto soft drink. Sui dispositivi appare un buono sconto da utilizzare per l’acquisto dello stesso drink presso il supermercato del vostro quartiere. E ancora: durante una scena girata presso uno stadio, i vostri dispositivi offrono un link che rimanda ai prossimi eventi che si terranno presso quella sede”.

Secondo Akamai estendere l’esperienza del grande schermo ai dispositivi connessi significa aprire un mondo di opportunità anche commerciali, non solo di intrattenimento: per esempio, se il protagonista del film indossa un paio di occhiali da sole, il tablet o lo smartphone aprono una pagina web che fornisce le caratteristiche del modello offrendo la possibilità di acquistarlo online e di riceverlo a casa in pochi giorni. È il fenomeno del “couch shopping”, cioè lo shopping dal divano di casa propria.

La trasmissione sincronizzata su dispositivi mobili di contenuti complementari a quelli erogati sullo schermo principale può avvenire con un’infrastruttura cloud che connette la TV (per esempio) con smartphone o tablet e attraverso cui transitano le informazioni necessarie alla sincronizzazione dei contenuti. “Il fattore critico alla riuscita del progetto di second screen è proprio la perfetta sincronia tra lo schermo principale e relativo dispositivo connesso” spiega Collacciani. “Non avrebbe senso, e sarebbe anzi fastidioso, ricevere informazioni relative alla bibita quando ormai la scena è cambiata. I contenuti devono apparire sul dispositivo nel momento in cui l’utente è coinvolto: solo allora potranno avere rilevanza”.

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