L’impatto del web sulla vita degli italiani: di cosa sentirebbero la mancanza se internet dovesse fermarsi
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Se la rete dovesse fermarsi per 3 giorni, che cosa mancherebbe di più agli italiani? La domanda non è oziosa, perché identifica gli ambiti in cui il web impatta maggiormente sulla vita quotidiana delle persone, rivelando le differenze generazionali nell’utilizzo di internet e gli strumenti divenuti e percepiti ormai come essenziali.

I dati sono quelli della ricerca Internet in Italy sviluppata da ixè per State of the Net, la conferenza sullo stato dell’arte della rete che si è svolta la scorsa settimana a Trieste. Lo studio indica 3 ambiti principali per i quali gli italiani reputano il web molto importante: l'informazione, la comunicazione e l'attualità.

La ricerca di informazioni è la funzione di cui gli italiani sentirebbero maggiormente la mancanza se la rete non dovesse essere più accessibile; 
le e-mail mancherebbero al 24,3% e la let tura delle notizie di attualità mancherebbe al 12,7%. Le funzioni social si posizionano invece in secondo piano: i canali di messaggistica istantanea (come Whatsapp o Skype) sono prioritari per il 10,8% della popolazione, mentre Facebook, al 5° posto del ranking, risulta irrinunciabile solo per il 7,1% degli intervistati.
Percentuali inferiori di preferenza si registrano per i servizi di home banking e prenotazioni (4,3%), musica e video in streaming (3,1%), blog, chat e forum (2,9%). Twitter e Instagram mancherebbero solo al 2% degli italiani e l’e-commerce allo 0,2%.
 Un terzo degli intervistati – soprattutto casalinghe, pensionati e impiegati fra i 45 e i 54 anni – afferma che l’interruzione di internet li lascerebbe indifferenti.

Gli utenti che più utilizzano il web per la ricerca delle informazioni sono i giovani fra i 18 e i 29 anni e i senior sopra i 64 anni; l’interesse per l’e-mail è invece proporzionale all’età e, come la lettura delle notizie, raggiunge il picco presso gli utenti con più di 55 anni. I giovanissimi presidiano in particolare il canale della messaggistica, mentre Facebook trova un picco non solo nella fascia 18-29 ma anche in quella 55-64, confermando così il dato che segnala, in questa fascia di età, uno spiccato utilizzo della rete per presentarsi e raccontare di sé.

Il diffuso utilizzo del web fa emergere anche l’altro lato della medaglia, quello legato alla privacy digitale e alla protezione dei dati personali disponibili in rete. “La smart life, cioè la vita potenziata dalla rete, è una realtà in tutte le fasce demografiche” hanno commentato Beniamino Pagliaro, Sergio Maistrello e Paolo Valdemarin, fondatori di State of the Net. “La fruizione si differenzia in base alle età, ma il fattore comune è la ricerca, la condivisione e la pubblicazione di informazioni. Ciò rende ne imprescindibile la tutela, che deve porre limiti alla raccolta e all’utilizzo di queste delle informazioni personali”.

Il 36% degli italiani teme infatti che qualcuno possa accedere ai propri dati personali presenti nello smartphone o nel computer e il 20% ha il terrore di essere spiato: un ulteriore 33% è  indifferente e ritiene che i propri dati non siano interessanti.
Il timore che i propri dati vengano utilizzati cresce soprattutto tra chi è un utente abituale di internet: il 41% è spaventato da questa possibilità, mentre il 30% non si preoccupa. La situazione viene ribaltata tra gli utenti che non utilizzano internet con frequenza: la percentuale di chi teme un furto di dati si abbassa al 27% mentre gli indifferenti salgono al 36%.



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