Digitale, quanto è indietro l’Italia rispetto all’Europa e quali sono i gap da colmare
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Il dato più preoccupante è quello che indica come il 60% degli italiani abbia una limitata, o addirittura nessuna, competenza digitale contro il 47% della media europea. Nella fascia di popolazione attiva sul mercato del lavoro la percentuale degli italiani senza skill digitali scende al 50%, una quota ancora alta rispetto alla media del 39% del resto dei paesi dell’Unione. Le statistiche appena presentate dalla Commissione Europea sullo stato dell’arte del digitale nei paesi UE evidenziano per l’Italia un gap di nell’utilizzo del mezzo, a livello individuale ma anche di imprese, che la colloca fra i paesi meno avanzati del continente.

Il problema è innanzi tutto legato alla diffusione della connessione internet: se, in termini di infrastruttura, la banda larga fissa copre oggi il 99% delle case italiane (contro il 97% degli altri paesi), soltanto il 68% delle famiglie ha un abbonamento per usufruirne, a fronte del 76% nel resto d’Europa. Se poi si indaga la banda ad alta velocità, cioè quella di nuova generazione che consente una velocità di 30 Mbps (megabit al secondo), si rileva che in Italia è soltanto l’1% delle abitazioni a disporne, mentre in Europa la diffusione media è del 21%. La banda ultra larga, invece, quella a 100 Mbps al secondo, in Italia è praticamente sconosciuta, a fronte di una diffusione del 5% negli altri paesi.

Anche sul fronte dell’utilizzo di internet gli italiani rimangono indietro: nell’Europa a 28 il 62% della popolazione si collega al web giornalmente e il 72% settimanalmente, e in Italia queste cifre si abbassano, rispettivamente, al 54% e 56%, con una significativa parte di popolazione (il 34%) che non ha mai utilizzato la rete, mentre in Europa è solo il 20% dei cittadini a non avere mai avuto accesso al web.

Il ritardo digitale coinvolge anche il tessuto imprenditoriale: nel 2013 le grandi aziende italiane che vendevano online erano il 16% del totale, meno di quelle che avevano implementato l’ecommerce nel 2012 (il 20%) e decisamente meno della media europea del 35%. Le piccole e medie imprese rivelano un gap ancora maggiore: solo il 5% vende online, a fronte del 14% di quelle del resto d’Europa. In questo quadro, non sorprende che soltanto il 20% degli italiani abbia fatto acquisti online nel 2013, mentre la media degli europei è del 47%.

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