Il futuro del travel: 6 macro trend per il prossimo decennio
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La crisi è finita e le economie del mondo si stanno riprendendo: il futuro del settore travel è roseo, con previsioni che indicano, a livello globale, una crescita del 5,4% l’anno per i prossimi 10 anni, percentuale che supererà l’incremento annuo del Pil mondiale, stimato al 3,4%. In questo scenario, che vedrà la crescita più significativa concentrarsi nei paesi emergenti (fra cui Russia, Brasile, India, Indonesia e Turchia), la Cina ha superato gli Stati Uniti e risulta essere già oggi, nel 2014, il maggiore mercato outbound del mondo, con il 20% di share sui flussi di viaggio internazionali.

I dati sono stati presentati ieri a Milano da Francesca Benati, amministratore delegato di Amadeus Italia, in apertura del Travel Technology Day 2014, la giornata che la multinazionale delle tecnologie per il travel organizza per fare il punto sullo stato del settore, e fanno parte del più ampio report Shaping the future of travel commissionato da Amadeus a Oxford Economics.

Obiettivo del report, che è stato compilando raccogliendo le opinioni e le previsioni dei maggiori player internazionali del settore e combinandole con dati di stima macro economici, è identificare i trend più rilevanti che caratterizzeranno l’industria dei viaggi nel prossimo decennio. Ecco i principali.

Il travel sarà personalizzato
I viaggiatori, che hanno accesso a enormi quantità di informazioni e contenuti in tempo reale, vogliono non più solo servizi, ma esperienze uniche e su misura. In futuro, la maggiore integrazione fra contenuti online e offline (multicanalità) consentirà a ognuno di costruire un’esperienza di viaggio a sua misura, divenendo l’agente di viaggio di se stesso.

Il travel sarà connesso
Chi viaggia vuole essere connesso alla rete 24 ora al giorno attraverso tutti i mezzi e i dispositivi e vuole soluzioni facili e veloci per essere online sempre e dovunque. Grazie alla connettività, il viaggio diverrà un’esperienza senza soluzione di continuità, dalla porta di casa alla hall dell’albergo. Attenzione alla cultura del “nowism”, cioè del tutto e subito: la competizione si gioca anche sulla velocità della tecnologia, e 4 secondi è il tempo massimo che un utente è disposto ad attendere per visualizzare una pagina web – di prenotazione o di acquisto – prima di lasciare il sito.

Il travel sarà sostenibile
Il desiderio di chi viaggia, che sia per business o per turismo, è oggi quello di avere un impatto sociale, economico e ambientale positivo: gli utenti si aspettano quindi operatori in grado di crescere economicamente ma in maniera responsabile, badando alla sostenibilità per l’ambiente e per la società.

I modelli di business delle compagnie aeree: cosa cambierà
Nei prossimi anni il traffico aereo avrà un’impennata: dai 2,98 miliardi di passeggeri del 2012 si passerà nel 2017 a 3,91 miliardi: la crescita sarà guidata da paesi quali India, Indonesia e Russia, e il traffico aereo non-OCSE supererà quello dei paesi OCSE entro il 2023. I modelli di business delle compagnie aeree tradizionali e low-cost continueranno a convergere ma rimarranno distinti, e la competizione si giocherà sui rispettivi punti di forza: servizio contro prezzo. Tuttavia, nel prossimo decennio le low cost amplieranno la propria quota di mercato in tutti i continenti. Attualmente il meggiore mercato per le low cost è l’Europa (250 milioni di passeggeri), seguita da Nord America (173 milioni) e Asia (117), ma la nuova classe media delle economie emergenti offrirà ai vettori a basso costo nuove opportunità di sviluppo spostando il baricentro dei flussi. Nei paesi occidentali, dove il segmento dei voli low cost per il leisure è relativamente saturo, i vettori a basso costo stanno rivolgendosi al mercato dei viaggi aziendali, tradizionalmente servito dalle compagnie tradizionali, con l'obiettivo di assicurarsi una crescita continua. La prossima sfida per le low cost, dice il report, sarà quella guadagnare quote di mercato del traffico aereo a lungo raggio.

Il biglietto unico per più mezzi di trasporto
Il trend del “seamless travel”, letteralmente il viaggio senza soluzione di continuità, cioè quello in l’utilizzo di più mezzi di trasporto diversi è organizzato in un unico processo di prenotazione e in un biglietto unico, si affermerà come modello prevalente in un contesto in cui il viaggiatore diverrà l’agente di viaggio di se stesso costruendo tutti gli aspetti del travel in maniera pesonalizzata. Il seamless travel esiste già ora in diverse forme, ma la difficoltà di offrire ai viaggiatori un unico biglietto che li porti da porta a porta risiede principalmente nell’unificare le tecnologie di booking e biglietteria delle diverse modalità di trasporto. Le tecnologie per dispositivi mobili faciliteranno il processo, ma per ora gli operatori dei trasporti sembrano essere più orientati a migliorare la propria offerta che non a metterla “a sistema”.

I viaggi d’affari non saranno sostituiti, anzi: la spesa aumenterà
Secondo il report di Amadeus la tecnologia non sostituirà i viaggi d’affari, anzi: la spesa per il business travel continuerà a lievitare in tutti i continenti e riprenderanno i collegamenti tra Oriente e Occidente per incentivare una nuova domanda. Il business travel occidentale a corto raggio non ritornerà ai livelli pre-2008 almeno fino al 2018 e nei prossimi 10 anni sarà l’Asia il maggiore player del segmento, con una crescita di volumi del 55%.

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