L’e-commerce vale in Italia 13 miliardi di euro, ma solo il 4% delle imprese vende online: occasione perduta per il made in Italy
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Fare shopping online piace sempre più agli italiani. Quest’anno, infatti, l’e-commerce sui siti italiani registrerà una crescita del 17% rispetto al 2013 portando il comparto a un fatturato totale di 13,2 miliardi di euro. Un aumento significativo del business dovuto anche alla ormai capillare diffusione di smartphone e tablet tanto che, sempre quest’anno, gli acquisti compiuti con i dispositivi mobili costituiranno il 19% delle vendite online.

Le previsioni sono emerse nel corso della 9° edizione del Netcomm eCommerce Forum, svoltosi a Milano il 20 maggio al centro congressi MiCo alla presenza di oltre 3.500 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti.

Nel corso dell’evento nazionale, promosso da Netcomm, il consorzio del commercio elettronico, è emerso che tutti i settori commerciali stanno beneficiando dello sviluppo delle vendite online. L’informatica registra l’incremento più elevato (+32%), seguita a ruota dall'editoria, che compie un salto in avanti del 28%% e poi da food (+23%), abbigliamento (+21%) e turismo (+11%), inteso soprattutto come prenotazione di voli e alberghi.

Sono poi proprio queste ultime 2 voci, turismo e abbigliamento, quelle più significative se si considerano gli acquisti compiuti da stranieri su siti italiani: rappresentano infatti, rispettivamente, il 54% e il 33% dell’export che, secondo le stime, nel 2014 arriverà a toccare una quota prossima ai 2,5 miliardi di euro.

Nonostante gli italiani siano sempre più ben disposti verso l’e-commerce non si può fare a meno di notare come l'Italia sia però ancora ultima sotto molti aspetti che condizionano lo sviluppo del settore, ha affermato Roberto Liscia, presidente di Netcomm: “Le imprese italiane che vendono online sono solo il 4% del totale, l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari è ancora un interrogativo non risolto. I servizi digitali della pubblica amministrazione sono pochi, frammentati e di difficile accesso e, soprattutto, una fetta ancora consistente di italiani ha ancora paura di effettuare acquisti sul web”.

“Anche se in Italia le prime 200 imprese web hanno una quota di mercato superiore al 70%, poche sono le imprese italiane che competono sul mercato internazionale dell'e-commerce e il nostro paese è, di fatto, assente nella competizione internazionale" continua Liscia. Stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale del Made in Italy”.

Netcomm prevede che nel 2018 le vendite cross country, nel mondo, raggiungeranno i 307 miliardi di dollari, coinvolgendo oltre 130 milioni di acquirenti di cui le imprese italiane dovranno saper intercettare bisogni e richieste, perché la via digitale è ormai connaturata ai nostri tempi e divenuta imprescindibile. ”

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