Aumentano gli eventi virtuali in sostituzione di quelli live: "fenomeno da monitorare" secondo MPI
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Gli eventi ibridi e virtuali sono in aumento e, soprattutto, stanno crescendo di numero le aziende che vi ricorrono per sostituire gli eventi “live”: questo il dato più rilevante che emerge dal Meetings Outlook pubblicato nei giorni scorsi da MPI, la maggiore associazione internazionale dei professionisti degli eventi. Secondo il report, che è basato su interviste a meeting planner a livello internazionale, le organizzazioni che utilizzano il format virtuale per sostituire eventi e meeting “reali” sono aumentate del 3% solo nell’ultimo trimestre.

Un dato preoccupante? Forse, sostiene MPI, tanto che occorre monitorare attentamente la situazione. Meno preoccupati appaiono invece i meeting planner intervistati, che esprimono previsioni complessivamente positive sulle attività che svolgeranno nel corso del 2014. Il 73%, infatti, stima che l’anno in corso offrirà condizioni di business migliori dello scorso anno, e il 43% prevede di incrementare i budget destinati agli eventi.

Che il virtuale non preoccupi gli organizzatori di eventi live è indicato anche dal fatto che oltre la metà di essi, il 53%, stima che il 2014 vedrà un incremento del numero medio di partecipanti agli eventi, confermando l’attesa di un anno che invertirà il trend della riduzione della dimensione media dei meeting cui si è assistito negli ultimi anni.

Allo stesso tempo, però il report di MPI fa notare che attualmente le organizzazioni che utilizzano format di eventi ibridi o virtuali sono il 51% del totale, e che il 66% di esse prevede un aumento del numero dei partecipanti da remoto. Che questo possa costituire una “minaccia” per il mercato degli eventi live è ancora tutto da provare, ma certamente il trend suscita qualche riflessione, considerando soprattutto che il ricorso alle tecnologie per eventi virtuali pare essere più diffuso nei mercati europei, quelli più deboli dal punto di vista economico e che hanno quindi l’esigenza di contenere e ottimizzare i budget.

I dati indicano comunque che l’utilizzo di format ibridi o virtuali risponde a due obiettivi principali: integrare l’evento live con elementi fruibili anche da remoto (26%) e potenziare l’esperienza dell’evento attraverso contenuti virtuali altrimenti non accessibili (25%), come per esempio la presenza di speaker internazionali altrimenti non disponibili alla presenza onsite. Solo nel 9% dei casi, per il momento, il virtuale sostituisce il reale.

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