La generazione Y sta cambiando il business travel: ecco come si attrezzano gli alberghi
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Hanno oggi un’età compresa fra i 20 e i 30 anni ed entro il 2020 costituiranno una parte significativa della forza lavoro nel mondo: nativi digitali, detti anche Millennials, oppure Generazione Y, rivoluzioneranno il mondo del business travel con nuove abitudini di viaggio e nuove aspettative che stanno già ora impattando sul mercato e sulla filiera dei fornitori, alberghi in primis.

A dirlo è l’Osservatorio sul Business Travel di HRS, il portale di prenotazione alberghiera per viaggi d’affari, secondo il quale lo stereotipo del business traveller attempato, in abito scuro e con la ventiquattrore in mano è destinato a lasciare il posto a una figura più moderna, flessibile, immediata e iperconnessa. In questo scenario, afferma HRS, il mercato alberghiero deve attrezzarsi velocemente per conquistare e fidelizzare questi nuovi clienti, dimostrando loro di sapere rispondere alle nuove esigenze che esprimono.

I Millennials, afferma il report, hanno un’indole social che si evidenzia non soltanto nell’attività sulle piattaforme digitali, ma anche nel desiderio di aggregazione e di community "reali": gli alberghi che l’hanno capito stanno infatti trasformandosi per mettere a disposizione dei clienti spazi condivisi, postazioni di co-working e un’offerta gastronomica 24 ore su 24, con l’obiettivo di divenire il centro della vita in trasferta, un punto di riferimento accogliente, informale e amichevole dove organizzare meeting di lavoro e trascorrere il tempo libero. Luci e musica, elementi che hanno una parte rilevante nel determinare l’atmosfera e il calore di un ambiente, avranno un ruolo crescente nel soggiorno degli ospiti, dal check-in al check-out.

Il bar dell’albergo, dove si ritrovano tradizionalmente i viaggiatori d’affari, deve evolversi e trasformarsi in una zona hi-tech ad alta connettività dove programmare la giornata o la serata. La connessione wi-fi gratuita è elemento indispensabile per l’85% degli intervistati, e il 75% dei ventenni-trentenni utilizza quotidianamente smartphone e tablet: ciò sta spingendo alberghi e fornitori di servizi di viaggio a focalizzarsi su tecnologie più intuitive e su una maggiore flessibilità, portando benefici non solo alla nuova generazione di nativi digitali ma all’intero universo di viaggiatori.

Il mobile gioca un ruolo decisivo, visto che gli utenti che navigano su internet tramite dispositivo mobile sono in crescita esponenziale rispetto a quelli che utilizzano il computer, fisso o portatile che sia: l’Osservatorio di HRS ricorda che in Italia il 25% degli utenti internet già oggi naviga il web più in mobilità che da postazione fissa, e che nei prossimi 2 anni questa percentuale è destinata a salire. Smartphone, tablet e app stanno modificando le abitudini di viaggio delle persone, e la previsione è che entro la fine del 2014 il 20% delle prenotazioni alberghiere per viaggi d’affari saranno generate da dispositivi mobili.

L’indagine di HRS ha rilevato che, mediamente, chi prenota un albergo tramite applicazioni mobile lo fa con breve anticipo: 3 prenotazioni su 4 sono per lo stesso giorno o il giorno successivo, e oltre la metà per una notte solamente e per una camera singola. Questi dati suggeriscono che il target principale del mercato del mobile travel è il viaggiatore d’affari, il quale, nella prenotazione alberghiera, cerca la velocità e la flessibilità che app sempre più efficienti sono in grado di fornire.

I viaggiatori d’affari che hanno un’età compresa fra i 20 e i 30 anni hanno alcuni comportamenti peculiari che li distinguono dagli omologhi di altre fasce demografiche: per esempio, in albergo spendono mediamente il 42% della propria diaria in cibo (gli ospiti business di età compresa tra i 30 e i 65 anni arrivano al 26%) e il 37% di loro richiede il servizio in camera (21% per il campione 30-65 anni). I Millennials sono inoltre più propensi ad allungare una trasferta di lavoro per fare una vacanza: lo fa o è disponibile a farlo il 65% dei Millennials, contro il 49% dei viggiatori business che hanno 31-45 anni e il 35% di quelli fra i 45 e i 65 anni. Il fenomeno, chiamato bleisure, termine che nasce dalla contrazione delle parole business e leisure e descrive l’usanza di unire una breve vacanza ai propri impegni professionali, è più diffuso fra chi ha meno legami familiari, maggiore spirito di adattabilità e flessibilità.

Gli under 30 sono infine anche i più disposti a muoversi per lavoro, con una media di 4,9 trasferte all’anno; la propensione al viaggio è dovuta anche alla maggiore inclinazione per l’imprenditorialità: il 60% di loro non vuole intraprendere un percorso di carriera tradizionale ma diventare imprenditore, con idee, capitali e progetti che vengono investiti nelle startup.

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