La comunicazione leva strategica per la ripresa economica: gli eventi terzo canale preferito dagli italiani
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La stragrande maggioranza degli italiani (l’86%) considera la comunicazione una leva strategica su cui il paese deve puntare per riprendersi dalla crisi, nonché il principale strumento su cui la pubblica amministrazione deve investire per coltivare un rapporto positivo con i cittadini. E fra i diversi canali di comunicazione, gli italiani si mostrano molto ricettivi agli eventi, che risultano al terzo posto, dopo la TV e il web, come modalità preferita di fruizione dei messaggi da parte di aziende e istituzioni.

L’annuale sondaggio Parole chiave e comunicazione istituzionale attraverso i mass media condotto dall’Istituto Piepoli e presentato durante il Forum della Comunicazione conclusosi ieri a Milano, ha rilevato come la percezione che gli italiani hanno del valore della comunicazione si mantenga su livelli positivi in linea con quelli dello scorso anno. L’indagine, che è stata condotta su un campione di 500 persone rappresentative della popolazione italiana per comprendere le prospettive del mondo della comunicazione in Italia e il suo valore per lo sviluppo e la crescita dell’economia, ha messo in luce che, secondo l’89% degli intervistati, è la pubblica amministrazione il primo settore che deve assolutamente investire in comunicazione, al fine di far conoscere in modo capillare e trasparente i servizi e le iniziative per i cittadini.

Altri ambiti che secondo i cittadini devono investire in comunicazione sono il sistema della mobilità (secondo il 54% degli intervistati) il turismo locale per lo sviluppo del territorio nazionale (il 32%), l’innovazione, che nel 2012 e nel 2013 aveva guadagnato il primo posto, i valori e la cultura del sistema Italia e, in ultimo, il design e il made in Italy.

I principali temi che caratterizzeranno la comunicazione, e le campagne di comunicazione, nel biennio 2014-2015 sono, secondo gli intervistati, strettamente legati all’attualità: al primo posto c’è “lavoro”, che come lo scorso anno rimane al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica (36%), pur se con un calo del 12% dovuto forse ai primi passi mossi in direzione della ripresa dalla crisi; poi “crisi”, che però scende di 2 punti percentuali, lasciando spazio a una maggiore dose di ottimismo. Seguono “investimenti”, con il 16% delle preferenze, “comunicazione” e “tecnologia”, in calo di interesse dell’8%. Chiudono la classifica i temi di “concorrenza”, con il 12% delle preferenze, “valori”, “turismo”, “innovazione”, che perde ben 18 punti rispetto al 2013, e "responsabilità sociale" (9%).

Fra le modalità di comunicazione con cui gli italiani preferiscono essere approcciati da aziende e istituzioni gli eventi sono al 23% e confermano il terzo posto nella graduatoria, forse rivelando la necessità di recuperare anche una dimensione “reale” a fronte del sempre maggiore spazio che la comunicazione concede al “virtuale” del web. E il web è proprio il secondo canale di comunicazione più apprezzato, con il 49% delle preferenze che vanno a comprendere social media, siti, blog ed email, per quanto quest’ultima segni una “caduta” dell’11%. Al primo posto continua a confermarsi la TV, con un significativo, e stabile, 71% dei consensi. La carta stampata raccoglie il 18% delle indicazioni mentre la radio perde quest’anno 6 punti percentuali e passa all’ultimo posto del ranking di gradimento.

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