Arriva anche in Italia la ISO 20121: la norma per certificare gli eventi green e sostenibili è stata recepita dall'ordinamento italiano
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È stata applicata la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012 e oggi arriva la sua versione italiana. ISO 20121 è la norma internazionale che definisce gli standard a cui gli organizzatori devono attenersi per gestire e realizzare eventi sostenibili e oggi, essendo stata recepita da UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, diventa parte integrante dell’ordinamento tecnico-giuridico italiano come UNI ISO 20121.

Durante il convegno di fine marzo Progettare, realizzare e comunicare eventi sostenibili secondo la norma UNI ISO 20121, l’UNI ha presentato le caratteristiche e i punti di forza della norma già messa in atto da alcune pubbliche amministrazioni italiane. Il Comune di Roma, per esempio, ha adottato linee guida per l’organizzazione di incontri ed eventi sostenibili a Roma mentre il Comune di Ferrara ha una politica per la gestione sostenibile degli eventi comunali.

“È importante chiarire che non è l’evento in sè a dover essere conforme alla norma, ma l’intero processo di gestione dell’evento stesso”, precisa Stefano Bonetto, presidente Commissione Servizi di UNI. “Il documento, infatti, prende in esame non solo le tre principali fasi organizzative, la progettazione, la realizzazione e la rendicontazione, ma anche le tre dimensioni che ne caratterizzano l’impatto, ambientale, sociale ed economica. Traffico, rifiuti, emissioni, uso di acqua ed energia, ma anche condizioni di lavoro, trasparenza nella gestione dei costi: tutto questo è regolato dalla norma UNI ISO 20121, modello e guida di riferimento per gli organizzatori e i fornitori che intendono assicurare e mantenere la sostenibilità di ogni evento”.  

UNI ISO 20121 porta ai planner vantaggi su più piani. Per prima cosa, un evento organizzato secondo la norma permette di contenere i costi grazie alla riduzione dei rifiuti e dei consumi energetici e di coinvolgere maggiormente i partecipanti, vista l’attenzione sempre più diffusa ai temi ambientali e agli impegni di responsabilità sociale di un’azienda.

Gli organizzatori che si attengono alla norma possono poi comunicare di avere realizzato un evento sostenibile senza possibilità di smentita e senza correre il rischio di essere accusati, per esempio, di pubblicità ingannevole.

Non solo: poiché i fornitori possono da oggi chiedere di ottenere la certificazione UNI ISO 20121 agli enti certificatori deputati, ecco che Pco e planner potranno selezionare i propri supplier anche sulla base di questo ‘bollino di qualità’. “La certificazione diventa un elemento che migliora la gestione dell’eventuale contenzioso con i supplier”, specifica sempre Bonetto. “L’organizzatore che riscontra che un fornitore certificato non si è attenuto ai principi dettati dalla norma può rivolgersi direttamente all’ente certificatore che, dopo un’opportuna indagine, può togliere la certificazione data”.

UNI ISO 20121 è applicabile a ogni tipologia di evento ma sono sicuramente quelli di grandi dimensioni come Exo, con la loro complessità, a essere non solo veri banchi di prova ma anche modelli da imitare. “Ci siamo posti degli obiettivi generali molto ambiziosi legati a doppio filo al principio di responsabilità sociale e che, da questo momento in poi, riteniamo possano rappresentare un modello importante per i futuri eventi”, conferma Gloria Zavatta, sustainability manager Expo 2015. “La sostenibilità si misurerà naturalmente anche sulla scelta delle risorse energetiche e naturali, sul principio del riciclo e riutilizzo di materiali e sullo smaltimento intelligente dei rifiuti”.

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