La mobile & app economy in Italia vale 25,4 miliardi di euro: dove porterà lo sviluppo di smartphone e tablet
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Entro la fine di quest’anno, gli italiani che navigano mensilmente il web tramite smartphone o tablet saranno più di 30 milioni. Attualmente, sono in uso in Italia 37 milioni di smartphone e 7,5 milioni di tablet, che a fine 2014 diventeranno rispettivamente 45 e 12 milioni. Inoltre, si prevede che le reti mobili a banda larga entro fine anno raggiungeranno circa il 60% della popolazione, con offerte di connettività competitive.

Sono questi gli elementi che stanno consolidando anche in Italia l’ecosistema mobile, che a sua volta modifica i consumi digitali degli italiani e gli investimenti delle aziende generando effetti economici di assoluto rilievo: secondo i dati dell’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano, presentati ieri, la forte domanda sta rendendo necessario per le imprese utilizzare il mobile per gestire la relazione con i propri consumatori e ottimizzare i propri processi aziendali. Sta sviluppandosi quindi un nuovo tipo di economia, la Mobile & App Economy, che vale già 25,4 miliardi euro, cioè l’1,6% del Pil, e si svilupperà ulteriormente negli anni a venire.

Uno dei primi effetti generati sui consumatori dall’ecosistema mobile è l’incremento del tempo trascorso su internet tramite i dispositivi mobili, che ha raggiunto i 75 minuti medi giornalieri per gli smartphone e 66 minuti per i tablet. L’Osservatorio rileva che la maggior parte delle attività su questi dispositivi è svolta attraverso applicazioni e non siti web, che sono visitati in misura minore, e fra le app scaricate dagli utenti ci sono anche quelle dei brand: al primo posto quelle di trasporti e viaggi, poi quelle delle banche, della grande distribuzione e dell’elettronica di consumo.

Dai dati emerge che la risposta degli utenti ai nuovi mercati abilitati dal mobile è già molto alta: l’85% di chi naviga da smartphone vede gli annunci pubblicitari all’interno di siti o applicazioni e la metà li clicca; il 75% è interessato a ricevere buoni sconto sullo smartphone e più della metà vorrebbe utilizzare lo smartphone come sostituto della carta di credito per i pagamenti nei punti vendita.

Oltre l’80% dell’impatto economico generato dalla Mobile & App Economy proviene dalla spesa diretta di consumatori e imprese, che complessivamente ammonta a 20 miliardi di euro, mentre la restante parte è legata agli investimenti delle imprese in reti mobili, nello sviluppo di software mobile per consumatori o dipendenti, in soluzioni che sfruttano gli “oggetti intelligenti” (Internet of Things) per migliorare i processi aziendali o offrire nuovi prodotti e servizi, e in attività di marketing tramite dispositivi mobili. La previsione è che il mercato del mobile commerce continuerà a crescere: dagli attuali 1,2 miliardi si arriverà nel 2016 a oltre 7 miliardi di euro, con un peso relativo sull’eCommerce che, se oggi è pari al 12%, fra 3 anni potrebbe superare il 40%.

Si svilupperà anche il mercato del Mobile Proximity Payment, cioè i pagamenti in prossimità effettuati con lo smartphone. Per il momento in Italia ci sono solo poche sperimentazioni, ma nel 2016 il segmento potrebbe arrivare a valere 4 miliardi di euro. A questo si aggiunge il mercato dei Mobile POS, cioè le transazioni legate a beni e servizi che saranno accettate da dispositivi mobili, che potrebbe valere 2 miliardi di euro. Egualmente, continueranno a crescere anche le vendite di contenuti da fruire tramite mobile – in particolare giochi e video –nei prossimi 3 anni raddoppieranno il giro d’affari.

In questo scenario, anche le aziende moltiplicheranno gli investimenti in mobile marketing, concentrandosi sulla pubblicità, sull’erogazione di coupon di spesa tramite mobile ma anche sullo sviluppo di software ottimizzati per mobile per gestire le relazioni con i consumatori e migliorare l’efficacia del lavoro dei propri dipendenti. Alcuni dei benefici che ne trarranno, stima lo studio, riguardano l’aumento di produttività dei mobile worker (stimabile nel 2013 in circa 10 miliardi di euro sulla forza lavoro italiana, l’impatto positivo dell’utilizzo dei canali informativi mobile sulle vendite offline e nell’allargare la base di utenti Internet, cioè nel ridurre il digital divide italiano. Complessivamente, dice l’Osservatorio, entro il 2016 le aziende italiane spenderanno in attività mobile il doppio di quello che hanno speso nel 2013.

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