Eventi sostenibili: le aziende italiane ci credono, ma servono partner con competenze specifiche
A
Ritengono la sostenibiltà ambientale nella gestione degli eventi un tema importante, mostrano interesse ad approfondirlo e cominciano a muovere i primi passi nella giusta direzione: le aziende italiane, pur se ancora prive di competenze e strumenti specifici che ne guidino le scelte, stanno però attrezzandosi, almeno a livello di cultura aziendale, per ridurre l’impatto ambientale delle loro attività.

È la sintesi dei dati emersi dallo studio Green Events and Meetings realizzato da Cisalpina Research, il centro studi di Cisalpina Tours, in collaborazione con EcoCongress, società di consulenza e di organizzazione di eventi a basso impatto, e Secretary.it, la community di assistenti di direzione. Il report, che è stato condotto attraverso un questionario somministrato ai responsabili della gestione eventi e presentato ieri a Milano, ha rilevato che solo il 7% delle aziende intervistate ha fatto della sostenibilità, in generale, la propria mission e il 13% ha consolidato alcune pratiche sostenibili. Il 70% considera però l’approccio sostenibile “un obiettivo su cui vale la pena investire risorse ed energie”.

Molte aziende (il 65%) hanno avviato progetti di formazione e sensibilizzazione dei dipendenti anche se nella maggior parte dei casi ciò si traduce nell’incentivazione di comportamenti virtuosi ma semplici, quali per esempio la riduzione del consumo di acqua, luce o carta. L’interesse ad approfondire il tema però esiste, anche nell’ambito dell’organizzazione di eventi, dove la differenza è data da un approccio strutturato che non si limiti a iniziative isolate come, per esempio, la neutralizzazione delle emissioni di CO2 che rimanda alla formula “pago per ripulirmi l’immagine”.

Uno dei provvedimenti più adottati dalle aziende per perseguire obiettivi di sostenibilità è la scelta di fornitori rispettosi di criteri e parametri ambientali: il 42% delle imprese intervistate ha inserito la definizione di una politica formale di acquisti responsabili fra gli obiettivi futuri, il 29% opera già questa selezione e il 12% non ha ancora considerato l’opzione. Fra chi non ha ancora una policy aziendale per la selezione di fornitori il 17%, davanti a due offerte uguali, predilige quella del fornitore con la maggiore sensibilità ambientale. Più della metà di chi invece sceglie fornitori green non applica, però, un controllo di conformità post-fornitura soprattutto perché manca delle competenze per fare valutazioni specifiche.

In tema di eventi, le aziende tendono a ritenere che i vantaggi della gestione sostenibile siano essenzialmente riconducibili alla riduzione dell’impatto ambientale: solo il 33% ne riconosce la ricaduta positiva in termini sociali e solo il 14% reputa di poterne ottenere anche un vantaggio economico. Di conseguenza, le attività considerate importanti per rendere un evento sostenibile sono quelle più direttamente legate all'ambiente, come la gestione dell’efficienza energetica e lo smaltimento dei rifiuti, la certificazione ambientale, l’utilizzo di mezzi di trasporto ecologici. Sono invece considerate un po’ meno importanti attività collaterali quali, l’utilizzo da parte del catering di cibo a chilometro zero, il car pooling e l’uso di materiali ottenuti da processi di riciclo.

Non sembra dunque ancora chiaro alle aziende, conclude il report, che la sostenibilità di un evento nasce dalla coerenza dei diversi aspetti che lo compongono e che tutti i fattori concorrono a determinarne l’impatto ambientale. Inoltre, i dati dicono che la volontà delle aziende di intraprendere un percorso di sostenibilità si scontra spesso con la carenza di conoscenze, professionalità e strumenti (il 90% non sa che esistono strumenti di certificazione degli eventi sostenibili): è quindi necessario diffondere la conoscenza di sistemi e partner che affianchino le imprese offrendo loro know how in termini di certificazione dell’evento, di calcolo dell’impatto e delle eventuali attività di compensazione necessarie.

Commenta su Facebook