Team building, le agenzie devono ripensare i propri concept per gestire le sfide del mercato
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Soprattutto in tempi di crisi, consente alle aziende di trovare e condividere nuove soluzioni alle sfide di business, di generare idee per nuovi prodotti e servizi, di risolvere i conflitti, di migliorare la comunicazione e il lavoro di squadra, di unire team diversi per perseguire un obiettivo comune. Nonostante la sua efficacia, il team building sembra però stare attraversando un periodo non facile, soprattutto a causa dei tagli di budget operati dalle aziende.

Ad analizzare lo stato dell’arte del mercato, delinando le previsioni su come i clienti corporate utilizzeranno lo strumento nel corso del prossimo anno è Anne Thornley-Brown, presidente dell’agenzia canadese di team building Executive Oasis International, che in un articolo sul proprio blog illustra quali sono le implicazioni, per chi progetta e organizza attività di team building, dell’attuale situazione di mercato.

Eccone alcuni dei punti salienti.

Le dimensioni dei gruppi si riducono, è necessario ripensare il sistema tariffario
Nel 2014, dice la Thornley-Brown, le dimensioni dei gruppi aziendali per cui organizzare attività o programmi di team building continueranno a ridursi. Il numero di gruppi che contano dalle 12 alle 20 persone è incrementato, a scapito dei gruppi più numerosi. Ciò significa, inevitabilmente, che i costi per persona aumentano, a fronte invece di una significativa riduzione dei budget. Le agenzie dovrebbero quindi ripensare i criteri con cui stabiliscono le tariffe: prezzi basati sul numero minimo di partecipanti potrebbero non essere più proponibili, mentre potrebbe essere necessario stabilire tariffe per piccoli gruppi basate sulla durata delle attività invece che sul numero di partecipanti.

Il tempo a disposizione per le attività è sempre più breve: occorre costruire nuovi format
Secondo Anne Thornley-Brown le aziende spesso tendono a confondere le attività ricreative di team con il team building: ciò spiega, secondo lei, la crescente richiesta di attività che durino un solo giorno, o addirittura mezza giornata, con il rischio che l’attività non ottenga i risultati desiderati. Il trend è però molto chiaro: le aziende non torneranno a organizzare team building di 2 o 3 giorni molto presto, e alle agenzie non rimane quindi che fare di necessità virtù e includere nel poco tempo disponibile tutti gli elementi che distinguono il team building finalizzato a ottenere un cambiamento da una semplice attività ricreativa (cioè briefing, presentazione degli obiettivi, collegamento fra la specifica realtà aziendale e l’attività che si sta per intraprendere, istruzioni, simulazioni e sfide di squadra, esercizi di applicazione dei concetti alla propria realtà di business, debriefing, conclusioni).

Budget e tempi di organizzazione si riducono, ma la richiesta è di attività tailor made
È il leit motiv di questi tempi, e non solo per il team building: tagli di budget, tempi lunghi di decisione e tempi brevi per la programmazione con la richiesta, però di attività e programmi cuciti a misura del cliente. La Thornley-Brown suggerisce di personalizzare alcune parti dell’attività, per esempio le simulazioni, e di preparare linee guida generali per i restanti passaggi.

Il team building si fa in azienda, o comunque vicino a casa
La riduzione di budget e tempi spinge le aziende a svolgere le attività di team building nei propri uffici, o comunque nelle città dove hanno sede. Per contro, ciò stimola i clienti a chiedere nuove destinazioni, con budget però sempre più bassi. Per le agenzie, è importante creare network e alleanze con colleghi di altri paesi per cogliere le nuove opportunità di business che derivano da queste nuove richieste.

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