Tecnologia, 10 trend di consumo che cambiano i modi di comunicare
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I modi in cui la tecnologia e internet sono utilizzate per comunicare, lavorare e svolgere le attività quotidiane cambiano tanto velocemente quanto le tecnologie stesse. I comportamenti di utenti e consumatori influenzano lo sviluppo delle tecnologie e, viceversa, lo sviluppo di nuove tecnologie modifica il comportamento di utenti e consumatori in un rapporto di stretta correlazione.

Attraverso interviste a 100mila persone in 40 paesi Ericsson, multinazionale di tecnologie per la comunicazione, ha individuato 10 trend di consumo della tecnologia che caratterizzeranno il 2014 e gli anni successivi, dai quali si possono evincere i futuri sviluppi del mercato che avranno un impatto su tutti gli aspetti della quotidianità.

1. La moltiplicazione delle app
L’adozione su larga scala di smarphone e tablet ha cambiato radicalmente il modo con cui le persone comunicano e usano internet, e le app ne sono uno dei fenomeni più caratterizzanti. Utenti e consumatori richiedono e utilizzano app per tutti gli aspetti della vita quotidiana: non solo per trovare ristoranti e alberghi o per fare shopping, ma anche per i trasporti, le attività del tempo libero, per comunicare con le istituzioni e per usufruire di servizi di ogni genere. Il crescente utilizzo del mobile fa prevedere a Ericsson che il numero di servizi fruibili attraverso app aumenterà del 25% entro il 2014, e di un ulteriore 25% entro 3 anni. Nel lungo periodo le app cambieranno la vita quotidiana delle persone in modi che ora è difficile immaginare.

2. Il corpo è la nuova password
Computer, dispositivi mobili, siti web, servizi cloud: per accedervi sono necessarie password sempre più lunghe e complesse, costituite da lettere, numeri e simboli, che magari devono essere cambiate periodicamente. Impossibile ricordarle tutte, e il crescente fastidio degli utenti sta portando allo sviluppo di tecnologie di riconoscimento biometrico. Lo studio di Ericsson rileva per esempio che la metà dei consumatori vorrebbe poter usare le impronte digitali al posto delle password, anche per autorizzare pagamenti online. Il 48% si è detto interessato anche a utilizzare tecnologie di riconoscimento dell’occhio; complessivamente, il 74% ritiene che il 2014 sarà l’anno degli smartphone biometrici.

3. La misurazione di se stessi
Complice l’attenzione per la salute, la tecnologia viene sempre più utilizzata anche per misurare se stessi: quanto si cammina, quanto si corre, quanto si dorme, battito cardiaco, pressione arteriosa… La (talvolta) ossessione per il benessere sta stimolando lo sviluppo di tecnologie facili e accessibili per monitorare ogni aspetto del proprio fisico. Secondo Ericsson, il 40% dei possessori di smartphone vuole utilizzare il dispositivo per registrarvi le proprie attività fisiche, il 56% vorrebbe anche utilizzare anelli per misurare pressione e battito cardiaco e il 59% vorrebbe bracciali che rilevano tempi e distanze percorse camminando o correndo e che misurano i tempi del sonno.

4. L’aspettativa di internet ovunque
L’esigenza di accedere a internet sempre e ovunque rivela la spesso inadeguata qualità delle coperture esistenti e la difficoltà a reperire wi-fi accessibile e gratuito. Gli smartphone non sono in grado di rilevare la qualità del segnale 3G (che può, per esempio, essere sufficiente per telefonare ma non per guardare video) e, globalmente, gli utenti esprimono insoddisfazione per la qualità del segnale internet disponibile su mobile. Sono più insoddisfatti gli utenti dei paesi sviluppati, che hanno aspettative più alte, rispetto a quelli delle economie emergenti, più inclini a tollerare un servizio imperfetto. Il trend sarà quindi duplice: da un lato, si assisterà al graduale miglioramento della connettività; dall’altro, gli smartphone si doteranno di indicatori attendibili della qualità del segnale.

5. Gli smartphone riducono il digital divide
La diffusione degli smartphone, e soprattutto l’immissione sul mercato di dispositivi sempre più economici, contribuirà a ridurre il digital divide, cioè il divario (geografico, ma anche economico) fra chi nel mondo ha accesso a internet e chi no. Se nei paesi sviluppati il dispositivo più utilizzato per accedere ai servizi online è il computer portatile, nei paesi emergenti (fra cui India e Indonesia) lo smartphone è utilizzato per quasi tutte le attività. Globalmente, la metà dei consumatori dichiara che il dispositivo tecnologico per loro più importante è proprio lo smartphone.

6. I benefici del web superano i rischi, basta essere cauti
La maggior parte di chi usa internet è, in qualche modo, preoccupato per la propria privacy e consapevole che navigare il web presenta non pochi rischi. Tuttavia, rileva Ericsson, soltanto il 4% degli utenti dichiara di volere usare internet di meno per proteggersi. Il 93% delle persone adotta invece strategie per ridurre i rischi: per esempio, cautela nel condividere informazioni personali o nel visitare siti reputati “pericolosi”. I benefici del web superano le preoccupazioni, ma il trend è certamente quello della consapevolezza e della cautela.

7. Cosa si guarda o legge sul web non è più una scelta interamente personale
Tanto più la scelta di contenuti è ampia, tanto meno gli utenti appaiono disposti a scegliere in autonomia cosa vedere, leggere o ascoltare sul web. Lo studio di Ericsson evidenzia che quasi il 40% degli utenti, per esempio, guarda video consigliati dai propri amici molte volte la settimana. Lo stesso tipo di impatto hanno i blog consigliati, la musica consigliata, gli articoli consigliati. In altre parole, l’uso dei social media fa in modo che il consumo di contenuti da parte degli utenti sia fortemente influenzato dalle loro community di riferimento, lasciando poca “autonomia” individuale.

8. Più trasparenza nei dati di consumo
Internet sempre e ovunque, certo, ma gli utenti sono sempre attenti alla spesa. Il 48% usa applicazioni specifiche per monitorare il proprio consumo di dati e il 28% li utilizza per controllare l’addebito degli operatori sia corretto. Il 35% è attento a non superare la quantità di dati offerta dai forfait degli operatori, e il 37% monitora la propria velocità di connessione per verificare che non sia inferiore a quella per cui paga. Il trend è dunque quello della richiesta di maggiore trasparenza e di maggiore facilità di visualizzazione e misurazione del proprio consumo di dati.

9. L’avvento dei sensori rende gli ambienti interattivi
Secondo Ericsson, una delle tendenze emergenti è quella di volere rendere la realtà fisica interattiva tanto quanto quella di internet. Le persone, dice lo studio, si aspettano ambienti dotati di sensori per migliorare e facilitare la vita quotidiana: trasporti pubblici con sensori di riconoscimento dei passeggeri che addebitano automaticamente il costo del biglietto, auto che si scambiano informazioni per evitare incidenti, porte di casa che si aprono e si chiudono riconoscendo il proprietario, ospedali che forniscono cure a distanza attraverso l’uso di sensori. Ci vorranno 3 anni, prevede, Ericsson, perché la realtà interattiva cominci a diffondersi.

10. La TV diventa mobile, multidevice e si dilata nel tempo
I servizi di streaming hanno reso i programmi televisivi fruibili non più solo dal divano di casa, nel momento in cui vanno in onda: già oggi, il 19% dei programmi in streaming è visualizzato su telefono o tablet. Ciò significa che la TV si vedrà dove e quando si vuole: si comincia a vedere un programma in differita sul computer di casa, poi lo si ferma e si prosegue la visione in un’altra location e su un altro dispositivo.

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