Le 35 piccole e grandi aziende italiane dove si lavora meglio: ecco i Great Place to Work secondo i dipendenti
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Sono di nuovo Microsoft Italia e Cisco Systems, due aziende di tecnologia, i migliori ambienti di lavoro dell’anno: la prima nella categoria grandi aziende, la seconda nella categoria piccole e medie imprese. La parte che riguarda l’Italia di Best Workplaces 2013, l’annuale classifica di Great Place to Work, è stata diffusa ieri: per stilarla, la società di consulenza ha quest’anno valutato 96 aziende nelle due categorie, intervistando 22mila dipendenti.

La classifica della categoria grandi aziende, cioè quelle con più di 500 dipendenti, comprende 12 società e vede al secondo posto Tetra Pak (packaging), seguita da Fedex Express (trasporti). Per le piccole e medie imprese, da 50 a 500 dipendenti, la classifica si estende su 23 aziende: il secondo posto va a W.L. Gore e Associati (dispositivi medicali) e il terzo a Loccioni (manifatturiero).

L’indagine di Great Place to Work per stabilire quali aziende offrono il migliore ambiente di lavoro ai propri dipendenti è effettuata principalmente tramite questionari ai lavoratori stessi, che esprimono la propria percezione di “qualità” sulla base di 3 criteri: fiducia verso il management, orgoglio per il proprio lavoro e qualità del rapporto con i colleghi.

Egualmente, Great Place to Work indaga i modelli di organizzazione aziendale in cerca di best practice nella gestione del personale: benefit quali assicurazioni sanitarie per la famiglia, borse di studio per i figli, giorni di ferie, servizi per le donne con figli, per esempio, ma anche la percentuale di donne in posizioni manageriali, le iniziative di motivazione e incentivazione dei dipendenti, la possibilità di lavorare da remoto per un migliore equilibrio fra vita e lavoro, l’accesso a progetti di formazione.

Le aziende che si sottopongono alla valutazione di Great Place to Work lo fanno spontaneamente, e per due motivi. Il primo è consulenziale: i dipendenti soddisfatti dell’ambiente e delle condizioni di lavoro sono anche quelli più motivati, la cui produttività può arrivare a essere superiore del 30% alla media generale. Il monitoraggio aiuta quindi le aziende a misurarsi e a individuare gli ambiti di miglioramento della propria organizzazione. Il secondo motivo è reputazionale: le aziende che risultano essere buoni datori di lavoro fanno cioè un’operazione di employer branding, costruendosi una buona reputazione che permette loro di attrarre i talenti migliori.

“Anche quest’anno le aziende per cui i collaboratori amano lavorare confermano dati finanziari di tutto rispetto” scrive Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work Italia. “Il fatturato medio delle 35 migliori è aumentato del 6,2% rispetto al 2012, quando il Pil italiano del 2013 è stimato a -1,9% e il paragone con le imprese negli stessi settori rappresentati in classifica è dato a -4,27% rispetto all’anno precedente”. I 10 punti di differenza nel fatturato, sostiene Zollo, confermano che le migliori organizzazioni hanno dati finanziari medi circa 3 volte superiori alla media di paese.

Entrano in classifica, quest’anno, due imprese del made in Italy: il brand di moda “artigianale” Bottega Veneta e l'azienda marchigiana specializzata in soluzioni ad alto contenuto tecnologico Loccioni. Quest'ultima, per esempio, ha lanciato il progetto Avvia l’impresa dedicato a favorire lo spirito intraprenditoriale dei collaboratori, appoggiandoli nel caso vogliano mettersi in proprio.

Denominatore comune fra tutte le aziende che entrano nella classifica di Great Place to Work è infatti la valorizzazione delle risorse umane: se Microsoft Italia opera secondo la filosofia di permettere a ciascuno di realizzare il proprio potenziale (con iniziative, per esempio, quali La Nuvola Rosa, che si è svolta a maggio con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di colmare il divario di genere nella scienza, nella tecnologia e nella ricerca, stimolando le ragazze a intraprendere studi universitari a indirizzo scientifico e ad ambire a carriere professionali in ambito tecnologico), Cisco Italia si distingue per l’approccio alla formazione e il nuovo progetto di reverse mentoring, in cui i manager sono coinvolti in attività di mentoring da parte dei collaboratori under 30, per valorizzare la diversità generazionale e migliorare reciprocamente il modo di affrontare il business.

"Se le persone sono considerate il vero valore competitivo", dicono in Great Place to Work, "l’azienda mostrerà in ogni modo di aver interesse e cura per loro, si adopererà affinché siano informate, siano guidate da capi competenti e coerenti, siano coinvolte nel processo decisionale e fatte crescere come professionisti e come 'cittadini dell’azienda': l’organizzazione si muoverà, in definitiva, affinché tutti si sentano parte attiva, perché ciascuno si senta un contributore attivo dei successi e, pertanto, sia sempre disposto a dare il proprio massimo per raggiungere gli obiettivi".

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