Il Pil italiano crescerà dell’1% nel 2014, lo dice l’andamento dei viaggi d’affari misurato dall’Uvet Travel Index
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Sono il segnale che anticipa, con relativa precisione, l’andamento dell’attività produttiva: i viaggi d’affari, utlizzati dalle imprese per cercare nuovi clienti e condurre il proprio business, sono direttamente correlati ai valori del Prodotto interno lordo generato nel paese di riferimento e sono quindi un indicatore prezioso per prevedere il ciclo economico dei mesi e dell’anno a venire.

Lo dimostra l’Uvet Travel Index, il modello statistico sviluppato dal Gruppo Uvet, specializzato nella distribuzione turistica e nella gestione dei viaggi d’affari, con il supporto scientifico di The European House – Ambrosetti, confrontando una serie storica di dati dei viaggi d’affari e del PIL dal 2006 a oggi e rilevando che le dinamiche del business travel rispecchiano al 94% l’andamento dell'economia.

Il dato previsionale sul 2014, per il cui termine l’Uvet Travel Index prevede un incremento del Pil italiano dell’1%, leggermente più alto rispetto allo 0,7% previsto da Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale, Governo e Confindustria, è stato presentato ieri in apertura del Biz Travel Forum, l’evento di Uvet American Express dedicato al comparto del corporate business travel in corso al MiCo di Milano. L’indice prevede però che l’Italia chiuderà il 2013 con un valore di crescita negativo di -1,71% rispetto all’anno scorso.

L’analisi dei dati relativi ai viaggi d’affari delle aziende italiane, che Uvet monitora periodicamente con la Business Travel Survey condotta su un campione rappresentativo di circa 700 aziende, rileva che negli ultimi 8 anni i prezzi dei trasporti sono aumentati del 32%, ma che nel comparto dei viaggi d’affari, pur aumentando il numero dei viaggi, si è registrata una flessione dei costi del 29%. I costi delle trasferte di lavoro si sono ridotti in virtù di 2 fattori: da una parte, la liberalizzazione del mercato con l’ingresso dei vettori low cost e dell’alta velocità ferroviaria, dall’altra la gestione professionale delle travel management company, che riescono a proporre alle aziende le soluzioni più convenienti.

“Grazie a questa dinamica” ha detto Luca Patanè, presidente di Uvet, “in questi 8 anni sono state liberate risorse pari a quasi 5 miliardi di euro: le aziende hanno quindi risparmiato e ciò conferma che il comparto dei viaggi d’affari produce competitività economica. La gestione professionale dei viaggi d’affari potrebbe contribuire alla spending review nel settore della pubblica amministrazione. Si pensi a quanto si risparmierebbe se la gestione di tutte le trasferte nella PA fosse gestita secondo criteri di efficienza ed economicità”.

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