Visti d'ingresso più facili, per i ministri del T20 è una priorità per stimolare la crescita economica e generare posti di lavoro
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Secondo l’UNWTO, l’Organizzazione mondiale del turismo che opera in seno alle Nazioni Unite, fra il 2010 e il 2013 la percentuale della popolazione mondiale che necessita di un visto tradizionale per viaggiare è scesa dal 77% al 64%. Una buona notizia tanto per il turismo quanto per il settore congressuale, che sulla facilitazione delle procedure di erogazione visti giocano tanta parte delle proprie possibilità di crescita e sviluppo.

Il T.20 Ministers’ Meeting (l’incontro dei ministri del Turismo del G20) che si è svolto a Londra a novembre si è focalizzato proprio sulla necessità di facilitare l’erogazione di visti quale priorità per stimolare la crescita economica e generare posti di lavoro attraverso i viaggi e il turismo, convenendo che sono stati fatti progressi significativi, soprattutto in area G20, ma che c’è ancora margine di miglioramento.

L’UNWTO calcola che facilitare i visti d’ingresso potrebbe portare ai paesi del G20, cioè quelli più industrializzati del mondo, un incremento della spesa turistica dei flussi incoming di 206 miliardi di dollari, nonché generare 5,1 milioni di posti di lavoro.

Gli ambiti in cui operare per facilitare l’erogazione dei visti includono, per esempio, l’esternalizzazione delle richieste e delle pratiche per snellire processi e tempi di attesa e incrementare i volumi, l’aumento della capacità di gestione delle pratiche da parte dei consolati, anche attraverso l’apertura di nuovi uffici nelle economie emergenti in particolare; l’introduzione di visti per ingressi multipli e l’esenzione dal visto per i passeggeri in transito.

Il tema dei visti è cruciale anche per l’Italia, soprattutto in vista di Expo 2015 e soprattutto per quanto riguarda il mercato cinese: lo scorso gennaio è stato infatti firmato un protocollo d’intesa fra Ministero degli Esteri ed Enit per aumentare il numero dei visti d’ingresso nel nostro paese, che nel 2012 ne ha rilasciati 1,8 milioni (+9% rispetto al 2011).

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