Facebook potrebbe lanciare il pulsante “non mi piace”, servirebbe a profilare meglio gli utenti
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Piacerebbe a tanti, ma Facebook, che privilegia le interazioni positive, non ne ha mai voluto sapere: nonostante se ne parli da tempo, e nonostante altri social media, come per esempio YouTube, lo abbiano già introdotto, il pulsante dislike, cioè “non mi piace”, non è mai veramente entrato nell’agenda di Mark Zuckerberg perché ritenuto inutile e controproducente: nessuno condividerebbe più nulla se temesse di ricevere molti “non mi piace”.

Ora però qualcosa è cambiato. L’indiscrezione arriva dall’americana ABC News, che ha intervistato Fidji Simo, product manager per la pubblicità di Facebook, la quale ha rivelato che nei prossimi mesi il social in blu sarà in grado di capire meglio perché alle persone piacciono o non piacciono le cose che trovano nel proprio newsfeed. Senza entrare nello specifico, Simo ha spiegato che gli utenti potranno dire più facilmente a Facebook se ritengono un contenuto offensivo, poco interessante o ingannevole.

L’introduzione del pulsante pubblico “non mi piace” è quindi per il momento una semplice illazione: è più probabile che il pulsante venga sì introdotto, ma sia visibile solo a Facebook e non agli altri utenti. In questo modo la piattaforma potrebbe capire più in fretta e più approfonditamente i gusti degli utenti, per poi proporre loro contenuti pubblicitari e sponsorizzati ancora più mirati e quindi più rilevanti. Del resto, quando ora si nasconde dal proprio newsfeed un annuncio pubblicitario non gradito, Facebook chiede perché non è gradito; probabilmente, sarà questa l’opzione che sarà testata nei prossimi mesi anche per i contenuti condivisi dagli utenti.

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