L’OCSE pubblica la classifica dei paesi dove si lavora di più, sono quelli dove il lavoro "vale" di meno
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Riserva qualche sorpresa e smentisce molti luoghi comuni la classifica che l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha diffuso qualche giorno fa con le statistiche delle ore lavorate mediamente, per anno e per persona, nei 34 paesi membri. Secondo i dati, relativi al 2012, il paese che detiene il record assoluto del numero di ore di lavoro annue per persona è il Messico, che ne conta 2,226. Chi lavora di meno sono invece gli olandesi, con 1.381 ore annue (poco più della metà di quelle dei messicani) che però valgono 3 volte tanto: l’indice di quanto ogni singola ora lavorata contribuisce al Pil nazionale rivela infatti che un’ora di lavoro di un messicano apporta al prodotto interno lordo 17,3 dollari, mentre la stessa ora, lavorata da un olandese, contribuisce alla ricchezza del paese per 60 dollari.

Dopo il Messico, i paesi dove si lavora di più sono la Grecia (2.034 ore annue), il Cile (2.029 ore), la Russia (1.982 ore) e la Polonia (1.929 ore). Seguono Israele, Estonia, Ungheria, Turchia e Repubblica Ceca. Gli Stati Uniti, noto paese di instancabili lavoratori, si piazzano all’11° posto, con 1.790 ore di lavoro l’anno. L’Italia è al 13° posto con 1.732 ore di lavoro annue per persona, ognuna delle quali contribuisce alla ricchezza del paese per 45,6 dollari: poco meno della media di tutti i paesi OCSE in termini sia di quantità di ore (1.765 la media OCSE) sia di apporto al Pil (44,6 dollari la media).

Tranne poche eccezioni, il rapporto fra quantità di lavoro e benessere economico nazionale è inversamente proporzionale: i paesi più ricchi sono infatti quelli dove si lavora mediamente di meno: dopo l’Olanda, per minor numero di ore lavorate l’anno, ci sono infatti Germania (1.397 ore), Norvegia (1.419 ore) e Francia (1.479 ore).

Egualmente, il “valore” di ogni ora lavorata, in termini di apporto alla ricchezza nazionale, è generalmente più elevato nei paesi dove si lavora di meno: in Norvegia, per esempio, che ha il primato assoluto fra i paesi dell’OCSE, un’ora di lavoro contribuisce al Pil per 83 dollari, in Francia per 55,7 dollari e in Germania per 55,8. Fra le poche eccezioni gli Stati Uniti, nella parte alta della classifica per numero di ore lavorate ma anche per "valore" del lavoro: 60 dollari l'ora.

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