Mercato degli eventi, si riduce la forbice tra Europa e Stati Uniti: 4 trend dell'estate 2013
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Il clima migliora gradualmente, anche in virtù di una maggiore stabilità economica percepita, e la forbice che separa il più dinamico mercato americano di meeting ed eventi da quello europeo, più statico e in difficoltà, si sta via via riducendo. È un report quindi complessivamente positivo, quello che misura lo stato di salute del settore e le condizioni di mercato nell’immediato futuro così come percepite dagli organizzatori di eventi nei due continenti.

Il Business Barometer di MPI, report bimestrale che monitora l’andamento del settore eventi in rapporto alla situazione economica, a giugno 2013 rileva innanzi tutto che nei due mercati, Europa e Usa, il nuovo business arriva da committenti diversi: in Europa si sta assistendo a un aumento del numero di eventi associativi internazionali e al rafforzamento del segmento aziendale, mentre negli Stati Uniti la crescita rilevante è quella degli eventi associativi nazionali. In entrambe le aree si assiste invece a un declino nel numero di eventi governativi.

Il cambiamento più significativo, rispetto al precedente monitoraggio di aprile, è quello relativo alle previsioni di business degli organizzatori di eventi (per lo più agenzie) europei: se 3 mesi fa la stima media era di un futuro incremento del business del 2%, ora le previsioni sono state riviste al rialzo, con un raddoppio al 4%. Negli Stati Uniti in aprile si guardava a un +3,5%, mentre adesso si prevede un rialzo prossimo del 4,5%.

Ecco 4 trend del mercato degli eventi in questo scorcio d’estate 2013:

1. Tempi di programmazione
È dal 2009, forse anche prima, che gli organizzatori segnalano un progressivo accorciamento dei tempi di programmazione come nuova norma operativa. Negli ultimi due mesi, però, l’incremento dell’attività e della domanda sta determinando una minore disponibilità dell’offerta: di conseguenza i tempi di programmazione cominciano ad allungarsi, anche per contenere le tariffe in crescita dei fornitori.

2. L’ibrido e il virtuale
Gli organizzatori di eventi sono sempre stati riluttanti ad adottare strategie di ibridazione o virtualizzazione degli eventi, temendo un impatto negativo sulla partecipazione reale in sala. Le ultime rilevazioni segnalano invece che adesso la consapevolezza delle opportunità dell’ibridazione è patrimonio condiviso dai più: live streaming, contenuti on demand e sessioni interattive da remoto ampliano la platea e giocano un ruolo importante nella costruzione di un evento innovativo.

3. Innovazione nel format e nella trasmissione dei contenuti
Il Business Barometer osserva che c’è consenso generalizzato, fra gli organizzatori americani e quelli europei, sulla necessità di innovare i format degli eventi, ma che le motivazioni sono diverse. In Europa, dove le difficoltà economiche e i budget continuano a essere ridotti all’osso, l’innovazione è vista come un modo per contenere i costi; negli Usa, invece, dove i budget ricominciano lentamente ad aumentare, l’innovazione è considerata fattore necessario per conferire maggiore valore all’evento. Si sperimentano dunque nuove modalità di conduzione dei meeting, nuovi allestimenti delle sale, nuove tecnologie e tecniche per trasmettere contenuti e informazioni, con l’obiettivo di connettere le persone ed estendere l’esperienza dell’evento oltre la sua effettiva durata.

4. Meeting più efficaci (e più efficienti)
Gli organizzatori lottano contro la poca disponibilità di tempo dei partecipanti e sono spesso costretti ad accorciare i tempi dei meeting. L’imperativo è quello di trasmettere i contenuti in modo più efficiente, senza nulla togliere all’efficacia. Si cercano dunque modalità per ridurre il tempo dei partecipanti fuori dall’ufficio, migliorando allo stesso tempo l’esperienza dell’evento “live” e il suo valore aggiunto.

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