Il 77% degli annunci di lavoro passa per LinkedIn, ecco perché il social professionale piace alle aziende
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Nel 2013 il social network professionale compie 10 anni, e li festeggia con 225 milioni di iscritti e un numero record di annunci di lavoro veicolati: secondo uno studio di Masters in Human Resources, ben il 77% di tutti quelli pubblicati a livello globale. Ma se il social network è divenuto uno strumento prezioso per le aziende, che lo utilizzano come fonte gratuita e immediata per il reclutamento del personale, lo stesso non si può dire per gli utenti, che ancora non si sono attrezzati per sfruttarne le potenzialità.

Lo studio rileva infatti come, a fronte del 48% delle aziende che ultilizzano LinkedIn come unico canale social ove postare i propri annunci di ricerca del personale, soltanto il 50% degli iscritti al network ha completato il proprio profilo professionale e la quasi totalità trascorre in media solo 2 ore la settimana sulla piattaforma, contro i tempi ben più lunghi che dedica ad altri canali, Facebook per primo.

È vero che l'80% degli utenti non cerca lavoro, ma è anche vero che LinkedIn funziona in maniera opposta alla gran parte degli altri social media: laddove su Facebook, per esempio, sono le aziende a fornire informazioni su se stesse per venire scelte dai consumatori, nel caso di LinkedIn sono le persone a fornire informazioni su di sé per consentire ai reclutatori aziendali di sceglierle.

LinkedIn, rileva lo studio, è destinato a essere utilizzato in maniera crescente dalle aziende, che lo apprezzano per 3 motivi principali.

In primo luogo i costi: il processo di ricerca e selezione di una risorsa media ha un costo che negli Stati Uniti, per esempio, si aggira intorno ai 3.500 dollari: solo il 3% di questo budget è utilizzato per la ricerca sui social network professionali.

Poi la portata globale che LinkedIn è in grado di offrire, rendendo semplice per l’azienda la ricerca di talenti e risorse fuori dai propri confini nazionali (i 225 milioni di utenti di LinkedIn sono distribuiti in quasi tutti i paesi del mondo).

Infine, l’affidabilità delle informazioni presenti sui profili LinkedIn: è molto difficile, infatti, che un utente menta riguardo alle proprie competenze o esperienze di lavoro quando le persone che ha conosciuto professionalmente possono vedere il suo profilo.

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