Dispositivi mobili: dal 2017 le aziende non forniranno più smartphone e tablet, i dipendenti useranno quelli personali
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Quattro anni, poi la svolta. Secondo la società americana di ricerca sulla tecnologia Gartner, entro il 2017 il 38% delle aziende a livello globale prevede di interrompere la fornitura di dispositivi mobili ai dipendenti, obbligandoli, di fatto, a utilizzare per lavoro i propri smartphone, tablet e (in misura minore) computer personali.

Il fenomeno, conosciuto come BYOD (bring your own device), cioè “porta il tuo dispositivo” è già consolidato, e sfrutta tutti i vantaggi delle tecnologie mobile con l’obiettivo più o meno dichiarato di ridurre i costi delle aziende, per le quali sarebbe altrimenti troppo oneroso sostenere i costi del passaggio al lavoro in mobilità.

Secondo Gartner, i programmi BYOD sono portatori di innovazione: David Willis, vicepresidente della società, li definisce "il cambiamento più radicale dell'ultima decade nell’economia e cultura aziendali, in grado di aprire nuove prospettive sul fronte del lavoro in mobilità, oltre alle tradizionali applicazioni email, che aumenteranno la soddisfazione dei dipendenti e abbatteranno i costi aziendali".

Il fenomeno è infatti prevalente nelle aziende di medie e grandi dimensioni, quelle che occupano dai 2.500 ai 5.000 addetti, con un range di fatturato compreso tra i 500 milioni e i 5 miliardi di dollari, per le quali la fornitura di dispositivi mobili a tutti i dipendenti sarebbe molto onerosa; d’altro canto il BYOD permette anche alle aziende più piccole di cogliere le opportunità della tecnologia mobile senza dover fare investimenti consistenti.

Ma se l’obiettivo è ridurre i costi aziendali, i dipendenti non possono però pagare di tasca propria i costi di utilizzo dei dispositivi mobili che servono per lavorare: allo stato attuale, solo metà dei programmi BYOD prevede un rimborso parziale ai dipendenti, e il rimborso totale delle spese diventerà molto raro. Gartner prevede infatti che l’adozione massiccia delle tecnologie mobili al consumer da un lato e il calo dei costi di connessione e traffico dati dall’altro aumenterà il numero di aziende che non erogheranno più rimborsi per coprire i costi di smartphone e tablet.

La maggiore preoccupazione per le aziende i cui dipendenti lavorano con dispositivi personali rimane quella della sicurezza dei dati. Più di metà delle aziende dichiara di avere messo in sicurezza smartphone, tablet e computer di proprietà ma, sostiene Gartner, la vera sfida è ora quella di ripensare i sistemi di protezione dati, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

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