Video marketing: 5 suggerimenti per sfruttarne le potenzialità in ambito B2B
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È il tipo di contenuto a più alto tasso di viralità sul web e ha dimostrato di portare enormi ritorni di marketing alle aziende che ne fanno uso: con YouTube che ha annunciato nei giorni scorsi di avere raggiunto il miliardo di utenti unici al mese (cifra che lo rende forse il sito in assoluto più visitato al mondo), il video si conferma il formato più “gradito” agli utenti del web, che per il 60% lo preferiscono alla lettura di un testo scritto.

Le potenzialità del formato come strumento di marketing, ben oltre il canale YouTube, sono state evidenziate da VideoBrewery, società specializzata, appunto, nella produzione di video aziendali, che ha raccolto alcune delle più rilevanti statistiche di utilizzo del format.

Si parte dal bacino di mercato: il 45% degli utenti internet a livello globale guarda almeno un video online al mese, e 100 milioni di utenti guardano video tutti i giorni. Di questi, una parte consistente cerca suggerimenti su come fare qualcosa o come farlo meglio, e indicazioni su prodotti e servizi da acquisitare. A conferma che il video è anche uno strumento di marketing B2B, Forbes ha evidenziato che il 75% dei manager di azienda guardano video con contenuti relativi al proprio lavoro almeno una volta la settimana: il 50% li vede su YouTube e il 65%, dopo averli visti, visita il sito dell’azienda che li ha diffusi.

L’importante, dice Video Brewery, non è solo il numero di persone che guardano il video, ma anche perché lo guardano. Pubblicare sul sito web della propria azienda un video di marketing che racconta un prodotto, un servizio o una destinazione amplia le possibilità di raggiungere i potenziali clienti che non hanno mai preso l’iniziativa di un contatto diretto per una presentazione. Secondo uno studio di Forrester Research, infatti, 1 minuto di video “vale”, in termini di impatto sugli utenti, 1,8 miliardi di parole, cioè l’equivalente di 3.600 pagine web con lunghezza di testo media, oggettivamente difficili da produrre per qualunque azienda.

I risultati dell’elevato livello di engagement del video sono stati raccolti dall’americana Online Publishers Association, secondo la quale l’80% degli utenti del web ricorda i video visti online nei 30 giorni precedenti: di questi, il 46% si è attivato per cercare maggiori informazioni sul soggetto del video, per visitare il sito indicato nel video o il sito dell’azienda che lo ha pubblicato e, nella misura del 12%, per acquistare il prodotto protagonista del video.

Un ritorno simile si ha anche in ambito B2B: dati diffusi da Forbes Insight rilevano che il 59% dei senior manager aziendali preferisce guardare un video piuttosto che leggere un testo: il 65% va poi sul sito del fornitore che l’ha proposto, il 50% cerca maggiori informazioni sul prodotto o servizio e il 45% contatta il fornitore dopo averne visto il video.

La capacità del format di incrementare l’engagement e aumentare i potenziali contatti commerciali si rileva anche in ambito email marketing: Forrester Marketing ha infatti segnalato che le email che contengono un video di marketing o di “spiegazione del prodotto” (più esattamente, l’immagine di un frame del video) sono cliccate il 200% in più; allo stesso modo, se una prima mail di presentazione a un potenziale cliente contiene un video (l’immagine del frame di un video), viene cliccata il 96% di volte in più di quelle che non lo hanno.

A fronte di questi dati e statistiche, occorre però fare attenzione anche alle criticità del formato. L’attenzione dell’utente va catturata entro i primi 10 secondi, perché dopo il 20% degli utenti abbandona il video. Indipendentemente dalla lunghezza del video, dopo 30 secondi si perde il 30% degli “spettatori”, dopo 1 minuto il 45% e dopo 2 minuti il 60%. Se il video è visto su smartphone i tempi di attenzione sono un po’ più lunghi, per raggiungere la durata massima di 4 minuti per chi lo vede su tablet.

Ecco quindi 5 suggerimenti per rendere efficaci i video e sfruttarne al meglio le potenzialità virali e di engagement in ambito B2B:

1.
Produrre video brevi, concisi, che vadano subito al punto e che siano accattivanti fin dalla prima inquadratura. Non solo per catturare l’attenzione dell’utente, ma anche perché i video brevi sono condivisi più di quelli lunghi. In ogni caso, dopo 60 secondi l’attenzione dell’utente crolla drasticamente. Il messaggio più importante deve essere contenuto nei primi 10 secondi del video.

2.
Costruire una storia è più importante del prodotto o servizio che si intende promuovere. Nel caso del marketing B2B, la storia deve suggerire come il prodotto o servizio “protagonista” del video risolve il problema o soddisfa l’esigenza di business del potenziale cliente. In un video di 60 secondi ci stanno circa 150 parole: attenzione dunque a produrre un testo efficace.

3.
Non è necessario disporre di ingenti budget per produrre video efficaci. Molte aziende hanno materiale video d’archivio che può essere riutilizzato assemblandolo in modo nuovo e aggiungendovi, per esempio, elementi grafici, foto, loghi e voce fuori campo.

4.
Inserire nel video una “call to action”, cioè indicare all’utente l’azione da compiere una volta terminata la visione. A seconda degli obiettivi che si vogliono perseguire con il video, la call to action può essere “registrati”, “contattaci”, “vieni a trovarci allo stand”, “scarica il nostro materiale”.

5.
Implementare una strategia social. I video sono condivisi sui social media il 400% in più dei post di testo. Il passaparola è ancora uno dei migliori strumenti di marketing, e le piattaforme social rendono la raccomandazione a vedere il video estremamente facile. I video condivisi sui social da colleghi, dipendenti, e opinion leader possono avere un forte impatto sul ciclo d’acquisto. È imperativo che il video sia in formato “leggibile” anche da dispositivi mobili.

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