Come cambia il web: la new internet si afferma su 6 canali e ridisegna il mercato dell’informazione
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Una volta c’era quello che adesso viene chiamato “old internet”, cioè il web fruito da computer, naturalmente fisso. Oggi invece è la cosiddetta new internet a dominare il mercato, con percentuali di crescita molto elevate e la promessa, anche in Italia, di cambiare il mondo dell’informazione e il panorama dei media.

Lo scenario che emerge dall’Osservatorio New Media & New Internet condotto dalla School of management del Politecnico di Milano e presentato ieri è quello di un web che oggi si basa su nuovi canali in grado di ampliarne la portata e moltiplicarne le occasioni di fruizione. In primo luogo ci sono i dispositivi mobili, cioè smartphone e tablet, poi la “connected TV”, non vincolata ai tradizionali palinsesti, quindi i social media, luogo privilegiato di interazione digitale. Seguono le applicazioni, che semplificano l’accesso ai contenuti online, e, infine, i video, che stanno diffondendosi in Rete in modo pervasivo. In Italia, segnala l’Osservatorio, questi canali stanno registrando un particolare gradimento rispetto alla “vecchia” Internet nata ormai 20 anni fa e legata al computer.

Il numero di smartphone presenti in Italia ha infatti raggiunto gli oltre 32 milioni di unità, con una crescita del 30% dal 2011 al 2012 e un tasso di penetrazione del 60% sulla popolazione. Ancora più elevato il tasso di diffusione dei tablet, che in un anno sono cresciuti del 150% arrivando a 3,5 milioni di unità, mentre sono circa 800mila le applicazioni per mobile scaricate in un anno dagli italiani: i possessori di smartphone e tablet ne installano mediamente 29, utilizzandone regolarmente 15 sui tablet e 9 sugli smartphone.

Anche i social media hanno registrato un incremento importante nell’ultimo anno: l’85% degli italiani collegati alla Rete li utilizza e, di questi, il 95%, cioè circa 23 milioni di persone, usa regolarmente Facebook. Un formato particolarmente gradito agli italiani (ma non solo) è infine quello dei video, preferito rispetto al formato testuale: l’85% dei fruitori di internet (25 milioni di persone) li ha visualizzati online nel 2012, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente, di gran lunga superiore a quello degli altri grandi paesi europei (Germania +3%, Francia +5%, Regno Unito +8%).

La diffusione dei canali digitali del new internet stanno quindi cambiando le modalità con cui gli italiani fruiscono dell’informazione e utilizzano i media che la veicolano: leggono meno quotidiani, meno libri e meno periodici cartacei, guardano anche meno programmi televisivi. L’informazione passa ora in maniera crescente attraverso i dispositivi mobili, anche se i media tradizionali non sono stati soppiantati, bensì soltanto affiancati dai media digitali.

Dal 2008 a oggi il mercato complessivo dei media, che include introiti pubblicitari e ricavi pay, è passato da 18,4 miliardi di euro a 15,9, con una flessione di 2,5 miliardi. Nell’ultimo anno la contrazione è stata pari al 5%. Ma non tutti i canali media stanno registrando un trend negativo, afferma Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’Osservatorio New Media & New Internet: “I nuovi media digitali, dal 2008 a oggi, sono cresciuti senza mai subire alcuna battuta di arresto. Con 5,4 miliardi di euro di fatturato nel 2012 sono arrivati a pesare per oltre un terzo del mercato, quando solo 4 anni fa contavano per poco meno di un quarto. Nel 2013 si prevede una crescita del 6% circa, che porterà il valore del mercato intorno ai 5,7 miliardi di euro, cioè il 36% del mercato complessivo dei media”.

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