Viaggi internazionali: al World Economic Forum i CEO di Hilton e Marriott chiedono ai governi politiche sui visti "intelligenti"
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Politiche "smart" in materia di visti, che stimolino i viaggi globali creando una ricaduta positiva sul fronte occupazionale e dello sviluppo economico. Questo l'obiettivo per il quale due giganti dell'albergatoria mondiale, Hilton Worldwide e Marriott International, stanno lavorando insieme ai rappresentanti governativi del World Economic Forum nei settori aviation, viaggi e turismo.

L'intento, come hanno spiegato Christopher Nassetta, CEO di Hilton, e Arne Sorenson, CEO di Marriott, dal palcoscenico del World Economic Forum in corso a Davos, è di cooperare con i governi per promuovere un'azione globale nei confronti di politiche sui "visti intelligenti" sia a livello regionale entro il prossimo triennio, sia a livello globale entro il 2020. L'obiettivo è di rimuovere le inefficienze e i rallentamenti causati da politiche governative troppo rigide sul fronte del rilascio dei visti, adottando una linea che promuova la mobilità, massimizzando l'uso della tecnologia e facilitando al massimo gli spostamenti.

"Pur riconoscendo che la sicurezza è una condizione imprescindibile" dichiara Arne Sorenson "invitiamo i leader mondiali presenti qui a Davos ad ampliare il loro sguardo a uno scenario futuro caratterizzato da mercati interconnessi in cui spostare i viaggiatori più facilmente consentirà a più persone di vedere il mondo e porterà a due miliardi il numero di viaggiatori nella prossima decade".

"Secondo l'Organizzazione mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, nel 2012 più di un miliardo di persone ha viaggiato al di fuori dei confini nazionali: un catalizzatore formidabile per il commercio globale e la creazione di nuovi posti di lavoro" sostiene Christopher J. Nassetta. "Siamo qui al World Economic Forum per affrontare complesse questioni economiche, sociali, ambientali e politiche. Consentire ai viaggiatori di spostarsi più facilmente a livello transnazionale può creare una significativa crescita economica".

A livello globale, con con quasi 6mila miliardi di dollari nel 2011, pari al 9,1% del Pil totale, l'industria dei viaggi e del turismo contribuisce alle economie mondiali più di settori produttivi quali quello automobilistico o dei prodotti chimici. Secondo le stime del World Travel & Tourism Council il comparto occupa direttamente e indirettamente 98 milioni di persone.

Tra i paesi che stanno riconoscendo il beneficio economico del settore e mettono al centro dell'agenda politica la necessità di rendere i viaggi più facili e sicuri c'è la Turchia, che ha più che raddoppiato le visite internazionali in una decade fornendo i visti all'arrivo. La Cina ha invece approvato per 45 paesi l'esenzione del visto per soggiorni brevi a Pechino, mentre la Russia sta optando per viaggi visa-free da e per l'Unione Europea. Altri paesi, come Australia ed Emirati Arabi, hanno scelto di accelerare il rilascio dei visti utilizzando quelli elettronici, con una procedura online che richiede pochi minuti. Infine, lo scorso anno il presidente Obama ha annunciato lo sviluppo di una politica nazionale dei viaggi e turismo: da allora gli Usa hanno compiuto progressi significativi, con un aumento degli arrivi internazionali.

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