Sponsorizzazioni: per il 2013 previsti investimenti in calo del 6,4%, a soffrire è soprattutto la cultura
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Dopo avere chiuso il 2012 registrando una flessione dell’8,2% negli investimenti, che sono stati pari a 1.288 milioni di euro,  rispetto all’anno precedente, il mercato delle sponsorizzazioni sembra dovere affrontare un altro anno difficile, con un ulteriore calo che è previsto attestarsi intorno al 6,4%.

Lo affermano l’agenzia di sponsorizzazioni ed eventi StageUp e l’istituto di ricerca Ipsos nell’indagine Il futuro della sponsorizzazione che, presentata ieri, rileva su base annua le dimensioni e le caratteristiche evolutive del settore sponsorizzazioni analizzando trend e strategie degli operatori.

L’indagine considera gli investimenti degli sponsor in tre ambiti principali: sport, cultura e sociale; negli ultimi due anni, cioè fra il 2011 e il 2012, il comparto che ha subito il calo maggiore è stato quello della cultura, che ha visto ridurre gli investimenti  da 166 milioni a 150 milioni di euro, per un decremento del 9,6%.

Significative riduzioni si sono avute anche in ambito sportivo, dove gli sponsor nel 2012 hanno investito 782 milioni, l’8,6% in meno degli 856 milioni investiti nel 2011. Le sponsorizzazioni di attività socialmente utili sono quelle che, percentualmente, hanno sofferto meno, registrando un -6,5% che le ha fatte decrescere da 381 milioni a 356.

Considerando il periodo 2008-2012, l’indagine StageUp-Ipsos rileva che il trend è in decisa flessione: negli ultimi quattro anni, infatti, gli investimenti in sponsorizzazioni sono scesi del 28%, determinando una perdita netta per il mercato di 507 milioni di euro. Anche sul quadriennio è la cultura quella in maggiore sofferenza, con -42% di investimenti; seguono lo sport (-31%) e il sociale (-12%).

“Il mercato delle sponsorizzazioni ha subito, nell’ultimo quadriennio, una flessione più accentuata rispetto al mercato pubblicitario, 28% contro 23%, e nel 2013 prevediamo una ulteriore discesa” commenta Giovanni Palazzi, presidente di StageUp. “Aggregare l’offerta, puntare su progettualità e analisi dei ritorni, investire sul marketing valorizzando in particolare le potenzialità del territorio e le community online sono strade percorribili per combattere la crisi e preparare un rilancio degli investimenti”.

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