Great Place to Work: ecco le migliori aziende in Italia dove lavorare nel 2013, sul podio Microsoft e Cisco Systems
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La top ten italiana, grandi aziende

La top ten italiana, PMI

Sono due aziende di tecnologia, Microsoft Italia e Cisco Systems, a salire sul podio italiano come migliori ambienti di lavoro dell’anno: la prima nella categoria grandi aziende, la seconda nella categoria piccole e medie imprese. La parte che riguarda il nostro paese di Best Workplaces 2013, l’annuale classifica di Great Place to Work, è stata diffusa ieri e segue di qualche settimana (vedi sotto articolo) la pubblicazione della classifica delle migliori multinazionali: per stilare il ranking italiano, la società di consulenza manageriale ha quest’anno valutato circa 100 aziende nelle due categorie, intervistando oltre 21mila dipendenti.

La classifica della categoria grandi aziende, cioè quelle con più di 500 dipendenti, comprende 13 società e vede al secondo posto Tetra Pak (packaging), seguita da Gruppo Dow Italia (chimica). Per le piccole e media imprese, da 50 a 500 dipendenti, la classifica si estende su 22 aziende: il secondo posto va a W.L. Gore e Associati (chimica) e il terzo a Mars Italia (food).

L’indagine della società di consulenza manageriale Great Place to Work per stabilire quali aziende offrono il migliore ambiente di lavoro ai propri dipendenti è effettuata principalmente tramite questionari ai lavoratori stessi, che esprimono la propria percezione di “qualità” sulla base di tre criteri: fiducia verso il management, orgoglio per il proprio lavoro e qualità del rapporto con i colleghi.

Egualmente, Great Place to Work indaga i modelli di organizzazione aziendale in cerca di best practice nella gestione del personale: benefit quali assicurazioni sanitarie per la famiglia, borse di studio per i figli, giorni di ferie, servizi per le donne con figli, per esempio, ma anche la percentuale di donne in posizioni manageriali, le iniziative di motivazione e incentivazione dei dipendenti, la possibilità di lavorare da remoto per un migliore work-life balance, l’accesso a progetti di formazione.

Le aziende che si sottopongono alla valutazione di Great Place to Work lo fanno spontaneamente (delle 35 aziende delle due classifiche, le new entry di quest’anno sono 14), e per due motivi. Il primo è consulenziale: i dipendenti soddisfatti dell’ambiente e delle condizioni di lavoro sono anche quelli più motivati,  la cui produttività può arrivare a essere superiore del 30% alla media generale. Il monitoraggio aiuta quindi le aziende a misurarsi e a individuare gli ambiti di miglioramento della propria organizzazione. Il secondo motivo è reputazionale: le aziende che risultano essere buoni datori di lavoro fanno cioè un’operazione di employer branding, costruendosi una buona reputazione che permette loro di attrarre i talenti migliori.

"Se le persone sono considerate il vero valore competitivo", dicono in Great Place to Work, "l’azienda mostrerà in ogni modo di aver interesse e cura per loro, si adopererà affinché siano informate, siano guidate da capi competenti e coerenti, siano coinvolte, a vario modo e livello, nel processo decisionale e fatte crescere come professionisti e come “cittadini dell’azienda”: l’organizzazione si muoverà, in definitiva, affinché tutti si sentano parte attiva, perché ciascuno si senta un contributore attivo dei successi e, pertanto, sia sempre disposto a dare il proprio massimo per l’ottenimento degli obiettivi".

Novità di quest’anno, la classifica delle Best Sustainable Companies, effettuata indagando anche gli stakeholder esterni, cioè i fornitori e tutti coloro che, a diverso titolo, sono fuori dall’azienda ma coinvolti nei suoi processi. Al primo posto nel ranking italiano della sostenibilità c’è Fater, seguita da Elica, SAS, Microsoft Italia e S.C. Johnson.

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