Colloqui di lavoro, ecco quanto conta il linguaggio del corpo
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Presentare un curriculum completo e pertinente e dimostrarsi preparati e competenti può non essere sufficiente per ottenere un posto di lavoro. Occorre che anche il corpo faccia la sua parte e che risulti convincente.

A dirlo sono 100 direttori delle risorse umane di aziende italiane che, intervistati dalla società di selezione del personale Robert Half, hanno confermato quanto postura e linguaggio “fisico” del candidato ne influenzino la percezione da parte dei selezionatori e, conseguentemente, le possibilità ottenere il lavoro.

Il 70% dei selezionatori, per esempio, ha dichiarato di essere favorevolmente colpito dai candidati che mostrano di essere a proprio agio e sicuri di sé durante il colloquio: soltanto il 28% afferma di non farci caso o di non tenerne conto.

In particolare, il 94% dei direttori del personale apprezza i candidati che mantengono il contatto visivo con l’interlocutore, segnale di attenzione e concentrazione; la stessa percentuale presta attenzione al linguaggio del corpo del candidato quando parla e quando ascolta: gesticolare eccessivamente, abbassare lo sguardo, toccarsi il viso o i capelli o sedersi in modo scomposto può evidenziare ansia e insicurezza e convincere il datore di lavoro di non essere in grado di affrontare situazioni lavorative stressanti.

L’82% dei selezionatori si sofferma sulla stretta di mano e l’80% sulla postura durante il colloquio. Meno importante (lo è solo per il 59%), pare essere se il candidato attende o meno che gli sia chiesto prima di sedersi.

Ecco quindi i tre consigli dispensati da Robert Half a margine dell’indagine per apparire naturali e sicuri di sé durante il colloquio.

1. Attenzione ai saluti. Il selezionatore presterà attenzione anche alla stretta di mano, è consigliabile che sia vigorosa e che la mano non sia sudata. Inoltre, meglio attendere che sia l’interlocutore a porgere la mano per primo.

2. Linguaggio del corpo positivo. È bene muoversi senza fare movimenti bruschi ed evitare di gesticolare troppo: sono segnali di ansia e agitazione. Evitare anche di incrociare le braccia, è un segnale di chiusura e disagio. Sconsigliato inoltre annuire eccessivamente, può trasmettere impazienza.

3. Occhi attenti, sorriso amichevole. Mantenere il contatto visivo con l’interlocutore è indice di attenzione e concentrazione su ciò che si dice e si ascolta. Il sorriso deve essere naturale, non tirato.

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