Aumentano gli investimenti aziendali in attività di responsabilità sociale: aiutano la reputazione e il benessere dei dipendenti
A
Le aziende italiane sono sociali: non nel senso degli onnipresenti social media, ma proprio in quello delle attività intraprese per sostenere cause umanitarie, ambiente, arte, cultura e, non ultimo, il welfare dei propri dipendenti. Gli investimenti in attività di CSR (corporate social responsibility) ammontano a oltre un miliardo di euro e segnano un aumento del 10%, nonostante il numero di imprese che li abbiano effettuati sia lievemente diminuito.

I dati, relativi all’anno 2011, sono quelli diffusi qualche giorno fa dallo studio L’impegno sociale delle aziende in Italia, condotto da SWG per l’Osservatorio Socialis di Errepi Comunicazione su un campione di 823 aziende con più di 100 dipendenti.

Dallo studio emerge dunque una contrazione nel numero degli investitori (dal 67% all’attuale 64% delle imprese italiane), ma anche un aumento dei budget di spesa, che sono passati da una media di 161.000 per azienda nel 2009 ai 210.000 registrati nel 2011 fino ai 224.000 euro previsti a chiusura del 2012. Le aziende che investono regolarmente in CSR sono quelle che possono contare su fatturati consistenti e che, per cultura di marketing e tradizione, si consentono questo tipo di interventi. Sul piano territoriale, appaiono più propense e attive nel sociale le aziende nel Nord-Ovest, a seguire quelle del Sud e delle Isole.

Su cosa investono le aziende
Gli investimenti in CSR sono effettuati principalmente in attività umanitarie e di solidarietà (57%), ma cresce l’attenzione verso i dipendenti, con 4 aziende su 10 che si dedicano al miglioramento delle condizioni lavorative dei propri dipendenti. I trend che emergono sono due: quello legato al territorio, con l’obiettivo di creare un “ambiente” sociale e istituzionale positivo e favorevole, e quello del welfare aziendale, con l’obiettivo di migliorare i rapporti e le dinamiche interne. Le modalità di intervento sono per lo più “passive”: oltre un terzo del campione eroga donazioni in denaro o in materiali, senza investire in operatività o attività effettuate direttamente.

Perché le aziende investono in attività di responsabilità sociale
La spinta a scegliere di operare nella CSR proviene sia da motivazioni di ordine culturale ed etico (per il 37% delle aziende che hanno investito) sia dall’obiettivo imprenditoriale di qualificare l’immagine dell’azienda (36%). Secondo gli intervistati, una buona iniziativa di CSR deve avere visibilità sul web (48% del campione, dato in crescita rispetto all’anno precedente), rilevanza sociale e ricaduta sul territorio (66%) e una valenza di welfare interno (56%). È importante, per la maggior parte delle aziende investitrici, che ci sia trasparenza nella gestione economica dell’attività finanziata. Ciò che invece frena le aziende dall’investire in CSR è la mancanza di ritorni immediati (37%), il tipo di cultura manageriale, non ricettiva a questo tipo di attività (25%), e, in ultimo, la mancanza di incentivi di mercato (25%).

La CSR rafforza il rapporto con i dipendenti
Il 67% delle aziende investitrici pensa che la CSR sia tanto un’opportunità di sviluppo quanto uno strumento per incrementare il legame interno all’azienda: chi la pratica la ritiene in genere un obiettivo aziendale al pari degli obiettivi di mercato e vi coinvolge i dipendenti, che ne comprendono l’importanza e i benefici anche a livello di immagine. Sul fronte interno, inoltre, l’80% delle imprese dichiara di aver sviluppato azioni a favore dei propri dipendenti, volte a migliorare le condizioni di sicurezza e di salute, promuovendo la formazione e iniziative di comunicazione e ascolto.

Emergono strutture aziendali dedicate
Sempre più aziende decidono di avvalersi di un responsabile interno cui delegare la realizzazione e la supervisione delle attività di responsabilità sociale (48% contro il 42,9% del 2009). In questo segmento di imprese, circa la metà dei responsabili dispone di una struttura dedicata (52%). Nel resto dei casi il responsabile opera individualmente, spesso assommando questa funzione a un’altra principale.

Come le aziende comunicano le attività di CSR
Il 73% del campione che investe comunica le iniziative di responsabilità sociale realizzate al proprio interno. Il restante 27% invece non lo fa, annullando di fatto le ricadute positive in termini di immagine aziendale da parte dei propri dipendenti. Per la comunicazione verso l’esterno, il canale più utilizzato è internet: il 30% delle aziende lo fa attraverso il sito aziendale, il 13% attraverso Facebook, Twitter e gli altri social network, il 26% attraverso altri canali internet.

Commenta su Facebook