Più competenze e più flessibilità: ecco come i manager italiani cercano di fare fronte alla crisi
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Anche i manager sentono la crisi: per affrontarla diventano sempre più concreti e propositivi, identificando nella formazione e nella flessibilità le chiavi di volta per superarla.

In occasione del World Business Forum, l’evento di formazione manageriale che chiude oggi al centro congressi MiCo di Milano e che ha visto la partecipazione di oltre 1.500 manager e un prestigioso panel di relatori (fra cui Nouriel Roubini, Romano Prodi, Philip Kotler, Guy Kawasaki), Wobi, la società di formazione manageriale che organizza la manifestazione, ha condotto una ricerca su 3.000 partecipanti delle passate edizioni per indagarne le "ricette" di sopravvivenza al momento difficile.

Se la quasi totalità dei manager intervistati (95%) riconosce che la crisi economica degli ultimi anni ha cambiato profondamente il mondo del lavoro, il 43% ritiene che la propria posizione lavorativa sia divenuta precaria. Come affrontare questa situazione di incertezza? L’85% del campione ritiene indispensabile migliorare le proprie competenze e acquisirne di nuove, mentre una percentuale rilevante (84%) crede nella capacità di reinventarsi in nuovi ruoli si vede nel ruolo di imprenditore.

Interrogati su quali sono le strade che intraprenderebbero per ottenere un avanzamento di carriera, il 34% dei manager ha indicato la formazione, per acquisire nuove competenze, il 30% il trasferimento all’estero e il 28% la ricerca di un nuovo lavoro.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, solo il 23% di chi è intenzionato a cambiare lavoro valuterebbe una nuova posizione esclusivamente in base alle condizioni economiche: una parte più consistente del campione (27%) sceglierebbe una maggiore stabilità e il 43% punta a maggiori responsabilità in azienda per mettere a frutto la propria professionalità. Per trovare un nuovo lavoro la maggioranza (79%) si affiderebbe alla propria rete di conoscenze.

In prospettiva futura, in un ipotetico periodo di dieci anni da oggi, quando la crisi sarà superata, il 44% degli intervistati si vede lavorare ancora nell’azienda attuale, ma con mansioni diverse, mentre solo il 20% si vede in un’altra azienda. Il 34%, infine, fedele all’idea di reinventarsi, si vede invece nel nuovo ruolo di imprenditore.

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