Country Brand Index 2012-13: la Svizzera al primo posto, lʼItalia perde cinque posizioni, emergono i "prossimi 15"
A

I Prossimi Quindici: i primi 15 Paesi che cambieranno lo scenario internazionale

L'Italia perde ben cinque posizioni, attestandosi al 15° posto del Country Brand Index, l'annuale classifica stilata dall’agenzia di marketing internazionale FutureBrand diffusa ieri, mentre la vicina Svizzera sale al 1° posto, scalzando il Canada. In difficoltà anche gli Stati Uniti, che perdono parte del loro appeal (e soft power) e scendono all'8° posto. Ben posizionati invece i paesi scandinavi, che confermano la propria reputazione virtuosa.

In generale, nell'ultimo anno sono stati rilevati cambiamenti significativi nell'immagine e nella reputazione di cui godono molti paesi: il Country Brand Index, giunto all'ottava edizione, prende in esame i brand di 118 paesi nel mondo e ne analizza la percezione rispetto a una serie di indicatori della qualità della vita, dell’ambiente, del quadro economico e culturale, attraverso 3.600 interviste condotte su opinion leader di 18 paesi.

La prima novità del report 2012-2013 riguarda proprio il vertice della classifica, con l’ascesa della Svizzera dal secondo al primo posto: a favorirla l’immagine di stabilità economica, culturale
e sociale che il paese trasmette, oltre al rispetto delle libertà, alla trasparenza e allʼattenzione all’ambiente. Resta comunque in alto, al secondo posto, il Canada (per due volte primo in classifica), ugualmente ritenuto capace di promuovere l’economia tenendo insieme legalità, tolleranza e rispetto per l’ambiente.

È stata apprezzata la composta capacità di reazione del Giappone (al 3° posto), che dopo i disastri dello scorso anno è stato in grado di riprendere le redini di un corso caratterizzato da una grande dinamicità economica, rafforzando la coesione sociale in un momento di difficoltà. Restano tra le top ten paesi scandinavi quali Svezia (4°), Finlandia (9°) e Norvegia (10°) e quelli di matrice anglosassone come Nuova Zelanda (5°) e Australia (6°), pur in leggera flessione.

Si fa notare la performance negativa degli Stati Uniti, che scendono di due posizioni (all’8° posto): da "leading country brand" nel 2009, quando erano primi in classifica, sono stati penalizzati dal susseguirsi degli scandali finanziari ritenuti alla base della crisi globale, che hanno pesato nell’intaccarne l’autorevolezza. Il perdurare delle difficoltà economiche (e del vasto indebitamento) ne minano l'immagine alla vigilia delle consultazioni elettorali.

È stato invece un grande evento internazionale, le Olimpiadi 2012, che ha contribuito a rafforzare l’immagine del Regno Unito: con 900 milioni di spettatori, oltre 6 milioni di visitatori e 100mila ore di trasmissioni dedicate, i Giochi Olimpici di Londra sono stati una grande e positiva vetrina per il paese, che ha guadagnato due posizioni e si è portato all’11° posto, a ridosso della top ten.

Non sono invece positivi i dati relativi allʼItalia, che perde ben cinque posizioni in un solo anno, sicuramente come risultato della profonda crisi economica, sociale e di valori che il paese sta vivendo e che traspare anche a livello internazionale.

Se si analizzano le classifiche del Country Brand Index relative ai singoli parametri che concorrono a formare la classifica generale, come il sistema di valori (che riunisce libertà politica, attenzione allʼambiente, legalità, tolleranza e libertà di espressione), la qualità della vita (sistema scolastico, sistema sanitario, standard di vita, sicurezza, opportunità di lavoro e disponibilità a vivere in quel paese) l'attrattività per il business (clima favorevole agli investimenti, tecnologia avanzata, ambiente normativo e forza lavoro specializzata) si rileva purtroppo che lʼItalia è sempre fuori dalla classifica dei primi 15.

Le posizioni di prestigio ci riguardano soltanto relativamente al turismo (siamo la prima destinazione al mondo dove si vorrebbe andare), al patrimonio artistico e storico (ancora primi), alla tradizione enogastronomica (primi) e all'offerta per lo shopping (terzi, dopo Francia e Usa).

“I risultati delle misure messe in atto dallʼItalia non sono ancora percepibili né allʼinterno né allʼesterno e dovremo attendere ancora qualche tempo prima che i mercati tornino a dar fiducia al paese" commenta Susanna Bellandi, presidente di FutureBrand Europe. "Ancora oggi però, nonostante le enormi difficoltà, nell’immaginario collettivo globale lʼItalia resta una meta desiderabile, un luogo in cui lʼarte, la cultura e il cibo costituiscono un piacere continuo, da sperimentare e consigliare. Non resta quindi che puntare sugli asset che continuano a farci preferire, valorizzandoli quanto più possibile".

Dopo l'analisi dei principali brand-paese e delle loro caratteristiche, l'edizione 2012-13 del Country Brand Index presenta "I prossimi quindici", la nuova e interessante graduatoria dei 15 brand-paese che trasformeranno il panorama globale dal punto di vista economico, politico e culturale nei prossimi anni.

Al primo posto ci sono gli Emirati Arabi Uniti, che si guadagnano la vetta per la capacità di gestire brillantemente lʼabbondanza di risorse naturali e di governare con lungimiranza gli investimenti per lo sviluppo economico futuro. A seguire, nella top ten troviamo, nell’ordine, Cile (di cui si apprezza la capacità di governo e il capitale umano), Malesia (da anni indicata come potenza economica emergente nel sud-est asiatico), Qatar, Estonia (più capace di altri paesi europei a reagire alla crisi puntando su investimenti e sostenibilità ambientale), Cina, Islanda (risollevatasi dal crac finanziario con un rafforzamento della democrazia e delle istituzioni) e poi gli emergenti Messico, Brasile e Turchia.

Commenta su Facebook