AIPC: aumentano i ricavi dei centri congressi, nuovi modelli di business aiutano a superare la crisi
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Nonostante il perdurare del clima di incertezza economica, i centri congressi non se la stanno cavando così male: il mercato tiene e le strutture sono riuscite a registrare un aumento del fatturato lordo del 5,7%, a fronte dell'incremento del 5,4% nel numero di partecipanti agli eventi ospitati. Cambiano però i modelli di business: i centri congressi oggi ricorrono meno all’ampliamento delle strutture e più, invece, all’implementazione di nuovi servizi per aumentare la competitività e le fonti di ricavo.

Sono i dati emersi dallo studio The Road to Recovery che AIPC, l'associazione internazionale dei centri congressi, ha condotto presso i propri 174 soci (tutte strutture di grandi dimensioni) in 54 paesi per misurare l'attività 2011 e dare una previsione di chiusura per il 2012. I dati raccolti, pur in attivo, rilevano disomogeneità fra le aree geografiche del mondo e segnalano le sfide che i gestori si trovano a dover affrontare per ottenere una buona redditività nel prossimo futuro.

Il primo dato è dunque che, nonostante l’andamento economico non uniforme, i ricavi lordi dei centri congressi nel 2011 sono stati positivi in tutte le aree del mondo, segnando un incremento medio del 5,7%, pur minore di quello registrato nel 2010, che era stato del 6,8%.

L’area più dinamica è stata sicuramente l’Australia, con un +9,1% di ricavo lordo legato ai flussi di incoming congressuali provenienti dai paesi asiatici, ma anche Europa e Nord America hanno registrato tassi di crescita superiori al 5%. Un po’ meno brillante, ma sempre in crescita, si prevede sarà il consuntivo 2012: con l’eccezione di Asia e Africa, che continuano a crescere a ritmi sostenuti (la previsione per l’Africa è addirittura di un +18,7%), le altre regioni subiranno un rallentamento, con ricavi lordi dei centri congressi stimati in +4,8% per l’Europa, +2,2% per il Nord America e una flessione in negativo per l’Australia (-2%). A livello medio globale, AIPC stima un incremento dei ricavi lordi a fine 2012 del 4,8%.

Dopo i ricavi, l’altro parametro che misura la salute dei centri congressi è quello relativo alle presenze congressuali: anche qui, il 2011 registra risultati soddisfacenti, con presenze in crescita complessiva del 5,4% e valori per regione che vanno dal +5,2% dell’Europa al +22% dell’Africa. Nel 2012 ci sarà un rallentamento: le presenze medie globali aumenteranno solo del 3,8%, con un +3,9% nei centri congressi d’Europa e un calo, seppur contenuto al -2,3%, in quelli del Nord America (unica area che chiuderà l’anno in negativo).

“Il settore non è ancora dove la maggior parte di noi un anno fa aveva sperato che sarebbe stato, e questo è in gran parte a causa delle di un contesto economico che sfugge al nostro controllo” ha detto il presidente di AIPC Edgar Hirt. “Al tempo stesso, però, i centri congressi stanno mostrando risultati ragionevoli nonostante le condizioni avverse, una conferma della solidità del settore e della creatività che molti centri congressi hanno dimostrato per adattarsi alle nuove condizioni ed esplorare modelli di business alternativi”.

I maggiori fattori di rischio che i gestori dei centri congressi devono affrontare, ha rilevato lo studio, sono l’economia (per il 59% dei rispondenti), ma anche la competizione (55%) e i prezzi e la disponibilità degli alberghi (32%), determinanti per portare i clienti nella destinazione. I modelli di business stanno quindi cambiando: se fino al 2010 i centri congressi intraprendevano progetti di ampliamento delle strutture, oggi i gestori preferiscono concentrarsi su ristrutturazioni e e rinnovamenti degli spazi e sulla diversificazione dei servizi. Il 45% ha segnalato di avere introdotto almeno una nuova fonte di ricavi nell’ultimo anno, rispetto al 27% che lo ha fatto nel 2011: fra le voci principali, si segnalano il miglioramento di spazi e servizi congressuali, il potenziamento dei servizi audio-video, telecomunicazioni e IT, l’introduzione di segnaletica pubblicitaria, l’upgrading dei servizi di catering e la diversificazione degli eventi ospitati, che ora comprendono anche mostre, spettacoli ed eventi sportivi.

Per quanto riguarda le politiche tariffarie, il 65% degli intervistati afferma di avere alzato i prezzi degli spazi espositivi, ma allo stesso tempo il 67% dichiara di avere implementato attività di promozioni tariffarie e di sovvenzione degli eventi. Inoltre, il trend consolidato, riportato dall’88% dei gestori dei centri congressi, è che i clienti sono oggi molto più determinati a negoziare i prezzi di quanto non lo fossero qualche anno fa.

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