Congressi medici: rilevate criticità durante le verifiche ispettive dei Provider ECM
A
Lo ha annunciato Maria Linetti, segretario della Commissione nazionale ECM, durante la quarta Conferenza nazionale sulla formazione continua in medicina conclusasi martedì a Cernobbio. La Commissione ha infatti avviato le verifiche previste dal regolamento ECM sui 982 Provider accreditati a erogare eventi e corsi di formazione continua in medicina, a due anni dal loro accreditamento in via provvisoria e in vista dell’accreditamento cosiddetto “standard”.

La Linetti ha affermato che nelle 45 verifiche finora effettuate sono state riscontrate irregolarità, più o meno marcate, e ha invitato i Provider presenti in platea a non prendere sottogamba i controlli, molto approfonditi e dettagliati, perché soltanto chi è in possesso di tutti i requisiti può diventare Provider “standard” e continuare a operare per altri quattro anni. Laddove sono state riscontrate criticità nella documentazione o aspetti di non conformità al regolamento, il Provider ha 90 giorni di tempo per sanare la situazione e fornire alla Commissione ECM la documentazione integrativa.

“L’approccio della Commissione ECM, anche nell’annunciare le irregolarità, è stato comunque molto morbido e molto aperto alla collaborazione con i Provider, tanto è vero che chi deve integrare o sanare ha 90 giorni di tempo per farlo, e nel frattempo non deve interrompere l’attività”, ha commentato a Event Report Mario Buscema, responsabile Federcongressi&eventi per le attività ECM e gli eventi medico-scientifici. “L’idea che sottende alle verifiche è che il Provider debba documentare non soltanto la propria attività, ma anche il perché delle proprie scelte. In ogni caso la Linetti non ha specificato quali irregolarità siano emerse, ed è quindi difficile fare una valutazione di merito”.

A commentare con una nota la questione delle verifiche è anche Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, che ha partecipato in prima persona a una delle tavole rotonde della conferenza: “Non ci può essere conformità alle regole se non ci sono controlli severi e sanzioni certe. Circa cento soci Federcongressi&eventi sono Provider che hanno compiuto un percorso molto serio di avvicinamento al sistema ECM, e ora desiderano che i controlli vengano intensificati affinché si limitino i comportamenti non consoni di alcuni soggetti operativi nel mondo della formazione medico-scientifica, in quanto ciò determina un’alterazione delle condizioni di mercato. La nostra associazione è disponibile a fornire un contributo al riguardo”.

La percezione, da parte dei Provider, è però che nel processo di verifica la Commissione ponga estrema e forse eccessiva attenzione agli aspetti formali, a scapito forse dell’analisi dell’effettiva qualità dei contenuti di formazione erogati.

“Dalla Conferenza ECM di quest’anno è emerso quanto ci si aspettava, non c’erano nell’aria grandi novità” continua Buscema. “È emerso, questo sì, che la FAD, la formazione a distanza, stenta a decollare e non ha dato i risultati attesi, probabilmente a causa dei costi elevati se destinata a target inferiori ai mille discenti”.

Anche i Provider hanno avuto la possibilità di esprimersi sulle criticità da loro rilevate nel sistema ECM: in conclusione di conferenza, la Commissione ECM ha posto loro domande cui rispondere tramite televoto. Fra i vari temi è emerso, per esempio, che i Provider vorrebbero semplificare il rapporto annuale sull’attività che sono tenuti a stilare, rendendolo inoltre idoneo all’estrazione dei dati per elaborare statistiche sull’attività dei Provider a livello nazionale.

Commenta su Facebook