Dress code in ufficio: le 4 regole per risultare credibili in azienda
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Mark Zuckerberg e Dmitrij Medvedev

Nonostante i maglioni di Marchionne, che hanno rimesso in discussione i codici del vestire manageriale, pare che in ufficio, soprattutto se manager non si è, sia meglio vestire classico e lasciare il casual per il weekend. L’indicazione, forse scontata ma comunque interessante, arriva da un’indagine condotta dalla società di selezione del personale Robert Half presso 1.400 responsabili IT (information technology) di aziende americane.

È vero che gli Stati Uniti sono molto più formali di noi nel vestire, ma è anche vero che la funzione IT è una di quelle che in azienda ha forse la maggiore libertà d’azione in termini di abbigliamento: ebbene, tre manager dell’IT su quattro (76%) hanno dichiarato di preferire chi veste in maniera più formale, quando si tratta di decidere chi promuovere tra i propri collaboratori. E così, nei reparti IT indagati, il 70% delle persone indossa il classico abbigliamento da ufficio e soltanto il 30% veste casual.

L’esempio è quello dell’IT, ma è riportabile a qualunque dipartimento aziendale: “L’organizzazione aziendale è ormai prevalentemente piatta e quindi può capitare a chiunque di relazionarsi con il top management, oppure con clienti, fornitori, rappresentanti delle istituzioni”, commenta Carlo Caporale, associate director di Robert Half. “In tutte queste situazioni un abbigliamento formale contribuisce a dare credibilità alle persone, indipendentemente dal lavoro che svolgono o dalla loro posizione gerarchica”.

Del resto anche Mark Zuckerberg, fedelissimo della felpa con cappuccio, ha dovuto rassegnarsi a indossare giacca e cravatta per incontrare il primo ministro russo Medvedev qualche giorno fa. Per non sbagliare, anche se non si deve incontrare un capo di Governo, ecco le quattro regole di dress code da ufficio proposte in calce all’indagine:

1. Ispirarsi al capo. Osservare come veste il proprio responsabile e, prima di recarsi al lavoro, chiedersi se lui (o lei) porterebbe ciò che si sta per indossare: se la risposta è negativa, è meglio cambiare.
2. Rispettare gli altri. Chiedersi se il proprio abbigliamento potrebbe risultare offensivo per qualcuno, all’interno o all’esterno dell’azienda. Sono da evitare, per esempio, immagini o simboli che possono urtare la sensibilità personale o religiosa delle persone.
3. Essere sempre in ordine. I capi d’abbigliamento devono essere in buono stato: lo stile vissuto può essere scambiato per sciatteria, soprattutto se incontrano persone al di fuori della cerchia dei colleghi.
4. Non rinunciare alla praticità. Utilizzare un abbigliamento consono al ruolo che si ricopre è importante, ma le giornate sono lunghe, quindi è altrettanto importante scegliere abiti comodi, che permettano di muoversi e lavorare in modo agevole.

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