Power of 10: le sei sfide del prossimo decennio presentate all'IMEX
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Nei prossimi dieci anni l’industria degli eventi ha di fronte a sé importanti sfide da vincere per rilanciare il proprio ruolo e rafforzare la capacità di assistere i committenti nell’organizzazione di eventi efficaci e con buoni ritorni di investimento. L’utilizzo delle nuove tecnologie e il rinnovamento dei format di apprendimento porteranno un contributo fondamentale su cui i professionisti degli eventi devono concentrarsi.

Sono alcune delle riflessioni emerse dalla ricerca Power of 10, realizzata dall'istituto Fast Future Research su commissione di IMEX, la fiera che si chiude oggi a Francoforte e che nel proprio decimo anniversario ha pensato di guardare al futuro del settore nei prossimi dieci anni offrendo alcuni spunti e chiavi di lettura dei fenomeni più rilevanti.

Tre sono i temi fondamentali con cui si dovranno confrontare e concentrare i professionisti degli eventi: il perdurare della difficile situazione economica globale; la diffusione di internet e delle nuove tecnologie di comunicazione – che stanno cambiando sia le modalità di relazione tra domanda e offerta sia il modo di coinvolgere i partecipanti durante gli eventi; le maggiori aspettative dei partecipanti agli eventi, che a fronte dell'utilizzo del proprio tempo (e magari del proprio denaro) esigono un'elevata qualità degli eventi e un sempre maggiore ritorno del proprio investimento.

I 765 intervistati (professionisti, operatori, opinion leader e ricercatori) in 68 Paesi del mondo hanno indicato alcune priorità, pensandole in rapporto a specifici segmenti del mercato.

Gli eventi aziendali dovranno confrontarsi con un target composto sempre più da persone con background culturali, età e provenienze geografiche diverse, di cui tenere conto nella progettazione di format e contenuti; la sfida per bilanciare la necessità di contenere i costi con quella di aumentare la qualità degli eventi e l’efficacia formativa sarà quindi molto rilevante per gli organizzatori di eventi aziendali; i congressi associativi, invece, si misurareanno principalmente con l'esigenza di trovare nuovi modelli di finanziamento.

La ricerca evidenzia quindi sei principali sfide con cui l'intero comparto degli eventi dovrà misurarsi nel prossimo decennio:

1. Creare nuove forme di esperienze di evento: al centro dei format ci dovrà sempre più essere il partecipante, che andrà stimolato e coinvolto con nuove tecniche di apprendimento.

2. Sviluppare nuove strategie per il controllo dei costi: annullando gli eventi che non sono economicamente sostenibili, accorciando la durata degli eventi, pensando a forme di "condivisione" delle location (programmando per esempio eventi contigui) per ottimizzare i costi.

3. Rinnovare i metodi di finanziamento attraendo più sponsor e rendendo l'evento una piattaforma che generi profitto per tutto l’anno, differenziando i servizi all’interno di un evento.

4. Estendere la capacità di interazione con i partecipanti tramite le nuove tecnologie: usare le applicazioni disponibili per la condivisione dei contenuti, rendere pratica comune l’accesso al wi-fi gratuito durante gli eventi, promuovere eventi ibridi con sessioni trasmesse in streaming video in diretta.

5. Provare il valore dell’industria degli eventi all’opinione pubblica, agli opinion leader, ai politici: si dovrà dimostrare la funzione e il valore del contributo che gli eventi portano all' sviluppo in ambito sociale, imprenditoriale e accademico.

6. Definire una personalità distintiva del settore. Occorre elaborare strategie di lungo termine, documentare l’impatto economico di filiera generato, posizionare l’industria come uno dei motori dell’economia e differenziarsi dal settore turistico: in questo dovranno giocare un ruolo più incisivo le associazioni di settore.

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