La responsabilità sociale d’impresa primo criterio d’acquisto, i consumatori pronti ad abbandonare i brand “irresponsabili”
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A parità di prezzo e di caratteristiche del prodotto, il primo criterio per la scelta degli acquisti da parte dei consumatori è l’impegno dell’azienda in progetti di utilità sociale e ambientale. Tre consumatori su quattro sono pronti a cambiare brand, in favore di un’azienda più socialmente impegnata, e una persona su due non vorrebbe lavorare per un’azienda non impegnata sul fronte responsabilità sociale.

Sono alcuni dati dello studio Edelman Goodpurpose 2012, condotto a livello internazionale dalla società di relazioni pubbliche Edelman per monitorare la percezione dei consumatori sulla CSR, che dimostrano come la responsabilità sociale stia modificando non soltanto i comportamenti dei consumatori, ma anche le strategie di marketing e organizzative delle aziende, con una forte impennata nell’ultimo anno.

I consumatori – 8.000 quelli coinvolti nella ricerca, in 16 Paesi del mondo – sono ormai convinti che sia giusto che le aziende sostengano progetti con finalità benefiche, pur cercando al contempo di trarne un profitto economico: lo ha affermato ben il 76% degli intervistati (+33% rispetto all’ultima rilevazione del 2010), in aumento sia nei Paesi di vecchia tradizionale industriale come la Germania (+84%), sia nei Paesi di più recente boom economico crescita come la Cina (+49%).

I consumatori sono del resto pronti a “premiare” le imprese che si impegnano nel sociale: il 72% raccomanderebbe un brand che supporta una buona causa (+39%), il 71% è disposto addirittura a impegnarsi per promuovere un prodotto o servizio se collegato a una buona causa e ben il 73% è pronto a passare a un’altra marca, con prodotti di qualità equivalente, se ne trova una maggiormente impegnata nel sociale.

Il livello di CSR del brand è oggi al primo posto, con un balzo del 26% rispetto al 2010, quale fattore di motivazione all'acquisto per il 53% dei consumatori a livello globale, per il 100% in Giappone (sensibilizzati dal disastro nucleare) e per il 79% in Cina.

L’impegno nel sociale è una questione sentita non soltanto nei rapporti con i consumatori ma anche a livello aziendale: un lavoratore su due (48%) non vorrebbe lavorare per un’azienda che non supporta nessuna buona causa, il 57% desidererebbe lavorare per aziende che lo fanno e il 53% degli intervistati non investirebbe in aziende che non hanno un programma di CSR. Inoltre, il 56% consumatori è convinto che sia il top management ad avere il compito di indirizzare l’azienda verso la responsabilità sociale, stimolando la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, innovativi nell’impatto sociale, e sostenendo pubblicamente buone cause.

I consumatori sono così convinti dell’importanza di servirsi di prodotti/servizi collegati a una finalità sociale che il 44% si dichiara disposto a pagare anche un sovrapprezzo, se necessario per sostenere una buona causa; questa percentuale sale al 60% nei Paesi dalle economie in crescita come Cina, India, Indonesia e Brasile.

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